Blitz quotidiano
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Bud Spencer, un amico, un eroe per intere generazioni

ROMA – Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è stato un amico di tutti. Un parente, un eroe, quasi un confidente per intere generazioni. I suoi film hanno fatto ridere ma anche sognare. E hanno insegnato, molto.

Bud Spencer, scrive il sito Sostenitori delle Forze dell’Ordine, ha dato tanto allo sport italiano. Quando ancora era Carlo Pedersoli, è stato il primo atleta del Belpaese a scendere sotto il minuto nei cento stile libero. Ha partecipato a due olimpiadi quando il nuoto italiano non aveva campioni da sfornare e non li ha avuto per molti anni.

Poi è diventato Bud Spencer,  “Bud” perché gli piaceva la birra Budweiser e Spencer perché Spencer Tracey era il suo idolo, ed è entrato nelle case di tutti. Non c’è bambino, adulto, famiglia che non lo porti nel cuore. E’ stato un eroe degli Spaghetti western negli anni ’70, ma chi oggi ha 30 e 40 anni, anche 20, ha visto tutti i suoi film o quasi.
Ha esultato per la scena finale di Bomber, in cui dà una lezione al pugile corrotto che l’aveva battuto anni prima utilizzando metodi truffaldini. Ha sperato e lottato contro le ingiustizie, insieme a lui. Perché tutti i personaggi di Bud Spencer non erano eroici, erano umani. Erano burberi, un po’ orsi, spesso tentati a farsi ammaliare dai cosiddetti “cattivi”, a farsi corrompere. Ma poi capivano sempre da che parte stare e davano una lezione ai cattivi, facendo ridere ma anche riflettere.

No, non erano eroici i personaggi di Bud Spencer. Erano solo personaggi che davano speranza e facevano credere nella possibilità di un mondo migliore. Nella loro umanità.