Cinema

Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli in Benedetta follia: “Il mio film sulle donne”

Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli in Benedetta follia: "Il mio film sulle donne"

Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli in Benedetta follia: “Il mio film sulle donne” (Foto Ansa)

ROMA – Carlo Verdone torna nei panni di un simil-Furio: questa volta si chiama Guglielmo, meno rigido di Furio ma comunque un cattolico tutto d’un pezzo. Sua co-protagonista è Luna (Ilenia Pastorelli) aspirante commessa troppo coatta e borgatara per essere adatta a lavorare in un negozio di arredi sacri. Questi due dei protagonisti di Benedetta follia, commedia Filmauro che uscirà in sala a gennaio.

Verdone e Pastorelli hanno iniziato le riprese al Pantheon di Roma. Lei, hot pants, camicetta strizzata e dialetto coatto, è una ragazza in prova da qualche giorno nel negozio, ma in cuor suo si sente già assunta, mentre lui, appena lasciato dalla moglie (Lucrezia Lante della Rovere), non sa se prendere o mollare definitivamente quella ragazza che si preoccupa solo della carta igienica e non spiccica una parola di italiano.

Per Verdone, comunque, questo film, interamente girato a Roma, è un lavoro con al centro le donne, la solitudine, i social e, soprattutto, il mondo sbalestrato e senza riferimenti di oggi.

“La scena che stiamo girando – dice – è il tampinamento di Luna per diventare commessa. Ma io, sentendo come si esprime, ho molti dubbi. Come farà ad avere rapporti con cardinali? Lei è una ragazza che sta soffrendo per una delusione sentimentale, è stata appena mollata da un uomo che, tra l’altro l’ha lasciata in una situazione di pericolo. Nasce così tra me e lei una sorta di alleanza. Luna, a un certo punto, grazie alla sua positività, inizia a darmi anche consigli, mi fa cambiare modo di vestire, mi fa scoprire le app di speed-date. Entra insomma a gamba tesa nelle mia vita e io, piano piano, divento un po’ un padre per lei”.

Per Verdone questo è soprattutto un film ancora sulle donne, dopo L’abbiamo fatta grossa: “Sentivo il bisogno di fare un lavoro con le donne. Duettare con un gruppo di attrici come Maria Pia Calzone e Paola Minaccioni. I miei film migliori sono quelli con le donne. Hanno molto da raccontare, alla ricerca spasmodica come sono di un uomo con gli attributi. Oggi gli uomini poi non decidono più nulla. Vivono fino a 35 anni a casa con la mamma che gli fa ancora la cotoletta panata”.

Ma in Benedetta follia c’è anche “la grande confusione dell’oggi, la solitudine di chi si rivolge a Tinder, di chi ha bisogno di comunicare e si butta sui social. Il mondo oggi è sbalestrato, non abbiamo riferimenti. Terremoti, incendi, emergenza acqua, disoccupazione, ecco a quello a cui assistiamo ogni giorno e l’Italia in tutto questo non mi sembra stia cambiando molto”.

Quanto alla scelta di Ilenia (Jeeg Robot) spiega Verdone, “è perché volevo una ragazza piena di energia, vera e sincera. E lei lo è davvero. Ilenia va avanti senza prove, con l’anima. Mi dà la possibilità di andare a mille”. E Roma? “Per la Roma di oggi – dice Verdone – sono molto triste, è stata una grande città e ci vorrà tanto tempo perché si risollevi. Per girare un film, come sto facendo io al Pantheon, dobbiamo operare in orari improbabili, a negozi chiusi, altrimenti è un suq indecente. Se andiamo avanti così nessuno girerà più a Roma. Il suolo pubblico costa tantissimo e i negozianti poi non ci vogliono. Per non parlare poi dell’iter burocratico che è spaventoso”.

Dice, infine, con la sua disarmante semplicità la Pastorelli: “Per me lavorare con Verdone è un sogno. Sono cresciuta coi suoi film. Quando mi ha chiamata per la parte mi sono commossa. Sono cresciuta alla Magliana – racconta – e quando i miei genitori erano ancora insieme, avevo tredici anni, andammo tutti insieme all’Eur per vedere Viaggi di nozze. Non lo scorderò mai”.

Tra i mille lavori nel curriculum dalla Pastorelli, “portare bottiglie in un locale notturno (mi davano anche 50 euro di mancia). E poi l’agente immobiliare, che consisteva nel citofonare a tutti i palazzi delle Garbatella, e ancora la rappresentante di vestiti. Poi sono stata chiusa cinque mesi al Grande Fratello. E’ lì – conclude – che mi ha visto Guaglianone e mi ha segnalato a Gabriele Mainetti per Jeeg Robot. Lì è cominciato tutto, ma resto sempre una ragazza con i piedi per terra”.

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