Cinema

Carrie Fisher, svelate le cause della sua morte

Carrie Fisher, svelate le cause della sua morte

Carrie Fisher, svelate le cause della sua morte (Foto Ansa)

LOS ANGELES – Sei mesi dopo al sua morte vengono rese note le cause che hanno ucciso Carrie Fisher, l’attrice americana celebre, tra l’altro, per la sua interpretazione della principessa Leila in Star Wars. 

Secondo quanto riferito dal medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo dell’attrice scomparsa il 27 dicembre scorso, ad ucciderla sarebbe stata una apnea notturna che, unita ad alcune complicazioni, avrebbe causato l’arresto cardiaco che l’ha colpita mentre era in volo da Londra a Los Angeles, solo quindici minuti prima dell’atterraggio.

L’apnea ostruttiva notturna, patologia piuttosto comune, avrebbe innescato una crisi respiratoria che, unita ad una probabile patologia cardiaca aterosclerotica e ad un mix di psicofarmaci che Carrie Fisher prendeva per curare la sindrome bipolare di cui soffriva, ha portato al decesso dell’attrice.

Carrie Fisher, attrice e scrittrice figlia di Debbie Reynolds, soffriva di disturbo bipolare da quando aveva 24 anni, ma anche di dipendenza da diverse droghe, tanto che a 28 anni finì in overdose.

Al momento non è chiaro se l’attrice, oltre agli psicofarmaci, avesse assunto anche sostanze stupefacenti prima di morire. “Mia madre ha combattuto contro le droghe e la malattia mentale per tutta la vita. Alla fine, ci è morta. In tutte le sue opere ha sempre parlato apertamente del marchio sociale che circonda queste malattie”, ha dichiarato la figlia Billie Lourd al magazine People.

 

 

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