Cinema

Dick Gregory è morto. Fu il primo comico nero dell’era dei diritti civili, amico di Martin Luther King e Malcolm X

Dick Gregory è morto. Fu il primo comico nero dell'era dei diritti civili, amico di Martin Luther King e Malcolm X

Dick Gregory è morto. Fu il primo comico nero dell’era dei diritti civili, amico di Martin Luther King e Malcolm X

NEW YORK – E’ morto domenica 20 agosto Dick Gregory, il primo comico nero dell’era dei diritti civili. Il leggendario “stand-up comedian”, che era amico di Martin Luther King e Malcolm X e un militante per la parità dei neri, è deceduto per complicazioni di una infezione batterica in un ospedale di Washington. Aveva 84 anni.

Le sue battute, che infondevano humour nelle grandi battaglie politiche dell’epoca, sono tornate di attualità sui social media nei giorni delle polemiche sul presidente Donald Trump e la questione razziale dopo Charlottesville.

Celebre quella sulla segregazione in America: “Non è poi così male: avete mai sentito di un incidente stradale in cui la gente di un autobus che stava dietro si è fatta male?”.  Oppure l’altra, su un ristorante del Sud segregato che si era rifiutato di dargli da mangiare affermando che “non servivano i neri”. Al che Gregory aveva risposto: “Bene per me. Io non li mangio. Mi porti invece del pollo fritto”.

Prima di lui c’erano stati in America comici di colore: Sammy Davis, per esempio, solo che, prima di poter pronunciare battute sul palco dovevano esibirsi in numeri musicali o di danza. Gregory, il primo a fare della comicità pura come se fosse un bianco, aprì la strada a generazioni di “stand-up comedian” neri, da Bill Cosby a Richard Pryor, poi Eddie Murphy, e oggi Chris Rock e Tracy Morgan, con il trio Michael Che, Leslie Jones e Kenan Thompson a Saturday Night Live.

Il successo arrivò nel 1961, quando Hugh Hefner sentì parlare di lui e lo chiamò per una sostituzione, poi confermata, al Playboy Club nel centro di Chicago. Negli anni Sessanta, quando si parlava di lui come di un Lenny Bruce di colore, Gregory fu una sensazione: guadagnava migliaia di dollari a settimana tra performance nei club, libri e dischi come “In Living Black and White”, “Dick Gregory Talks Turkey” e l’autobiografia “nigger” con la “n” minuscola.

Fu anche un militante. Contro la guerra del Vietnam, per le riforme economiche. Con MLK a Selma, ferito nei riots di Watts a Los Angeles. Nel 1967 si candidò a sindaco di Chicago e perse contro Richard Daley ma restò attivamente impegnato in politica: l’anno dopo si candidò, senza successo, alla Casa Bianca, raccogliendo pochi voti, uno dei quali eccellente: Hunter Thomson, l’inventore del “gonzo journalism” e l’autore di “Paura e Disgusto a Las Vegas”.

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