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Gesù, “miracolo” Mel Gibson, dopo la Passione, la Resurrezione

NEW YORK – Dopo “La Passione di Cristo” è tempo di “Resurrezione“. Mel Gibson si prepara a girare il sequel del film campione di incassi dedicato alle ultime ore della vita di Gesù. Ospite al Late Show di Stephen Colbert, l’attore e regista americano ha parlato della sua prossima pellicola, che parlerà della resurrezione di Cristo “ma anche di tutti i fatti che lo circondano e che ne mettono in rilievo ancor di più il significato”. Per realizzare la “Resurrezione di Cristo”:

Serviranno probabilmente tre anni perché è un grande soggetto” ha spiegato Gibson. “Si parla di tre giorni in cui succedono molte cose” ha aggiunto, specificando che “possiamo leggere tutto quello che è successo, ma per sperimentare realmente ed esplorare i significati più profondi di ciò di cui si parla, ci sarà un po’ da fare”.

Quando Colbert gli ha chiesto se mostrerà nel film anche un po’ di inferno, il regista ha risposto sorridendo: ”Non lo so, ma vale la pena pensarci”. Certo è che ad accompagnarlo nella scrittura del sequel non ci sarà un autore qualunque, ma Randall Wallace, che si è occupato del soggetto e della sceneggiatura di “Braveheart – Cuore impavido“, film colossal del 1994, che vede Gibson protagonista nei panni del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace.

Trattare il tema della resurrezione di Gesù potrebbe rivelarsi una prova non facile da superare per il regista. Si tratta dell’evento centrale della narrazione dei Vangeli, principio e fondamento della fede cristiana, che ne riconosce anche la storicità. Al contrario, per gli studiosi non cristiani può essere considerata solo come simbolo o allegoria, considerando il fatto che la resurrezione in sé non ha avuto testimoni diretti, ma solo a posteriori, quando la tomba di Cristo fu trovata vuota il terzo giorno dopo la deposizione del corpo nel sepolcro.