Cinema

Maurizio Bavaresco uccise il padre a coltellate: assolto. “Ero posseduto”

Maurizio Bavaresco uccise il padre a coltellate: assolto. "Ero posseduto"

Maurizio Bavaresco uccise il padre a coltellate: assolto. “Ero posseduto”

ROMA – “Ero posseduto”, aveva detto reo confesso durante l’interrogatorio di garanzia. Così Maurizio Bavaresco, attore romano di 32 anni, si è guadagnato l’assoluzione per infermità mentale. Il giovane uccise il padre a coltellate nell’appartamento di famiglia in via Vitelleschi a Roma, a pochi metri da piazza Risorgimento e dalla basilica di San Pietro. Subito dopo il parricidio, ancora sporco di sangue, era sceso in strada, aveva fermato una pattuglia della polizia in via Crescenzio e aveva confessato: “Aiutatemi, ho accoltellato mio padre, non so se è ancora vivo”.

In casa gli agenti trovarono il padre, Dario Bavaresco, tassista di 66 ani, ucciso con una sfilza di coltellate alla schiena e la gola tagliata. I fatti risalgono al settembre 2016: Bavaresco, protagonista di piccole parti nei film “Grande grosso e Verdone”, “L’altra scuola”, e in alcune fiction tv, fu immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio volontario. E in sede di interrogatorio, dinanzi al pm Maria Cristina Palaia, spiegò: “Non riuscivo a controllarmi, era come se fossi posseduto”.

Al termine del processo con rito abbreviato, il gup Giuseppina Guglielmi ha accolto la tesi della difesa. Assolto per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Bavaresco sarà però sottoposto a misure di sicurezza in una casa di cura, per un tempo minimo di 5 anni. Per l’avvocato Antonio Filardi, difensore del parricida, “in casi di questo tipo è il massimo risultato che si possa raggiungere, ora il mio assistito dovrà iniziare un lungo percorso terapeutico”.

 

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