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Renato Pozzetto si racconta: da sfollato di guerra al successo

MILANO – Renato Pozzetto, il comico che ha fatto sorridere milioni di italiani con le sua battute in coppia con Cochi Ponzoni, si divide tra palcoscenico e duro lavoro. È tornato a recitare in teatro (in uno spettacolo tra cabaret e amarcord) e in una intervista al Giorno ha svelato che la sua vita è molto diversa da quella di una volta. Oltre a essere protagonista sul palco, gestisce una locanda: “Mi divido tra Milano, dove abito vicino ai miei figli in via Santa Croce, e Laveno sul Lago Maggiore, dove ho aperto una locanda con ristorante e 20 camere”.

Renato Pozzetto e la sua famiglia sono da sempre legati a Laveno Mombello. Originari di questi luoghi, con determinazione e grande passione hanno riportato a nuova vita l’antica casa contadina affacciata sul lago Maggiore, comprata nel lontano 1972 con il fratello Achille.

Pozzetto è una persona davvero umile: “Sono figlio della guerra. La casa dei miei genitori venne bombardata nel ’42 e scappammo nel Varesotto. Tornammo a Milano dopo sei anni, ricordo le nostre valigie di cartone. Andammo ad abitare in un alloggio popolare, quelle che allora venivano chiamate ‘case minime’. Eravamo poveri, non avevo i soldi neppure per un biglietto del tram”.

Poi l’attore ha frequentato l’Istituto per geometri, quando come studente “me la cavavo sempre per il rotto della cuffia. Avevo più amici fuori che dentro la scuola. Cochi, ad esempio, è un mio amico d’infanzia”. I due si sono conosciuti quando “le nostre famiglie erano sfollate entrambe a Gemonio”. Al bar Gattullo di Milano, “abbiamo continuato a frequentarci. Strimpellavamo con la chitarra, lì abbiamo conosciuto artisti del calibro di Jannacci, Gaber e Fo”.

Da lì al grande successo il passo è breve ma oggi, chi volesse incontrare Pozzetto, lo troverebbe ancora lì: “A Milano il mio riferimento è rimasto il bar Gattullo, dove ancora vado a prendere il caffè o l’aperitivo”.