Sara Tommasi, film dell’anno. Per Giusti un evento, altro che Garrone, Zalone…
Pubblicato il 12 luglio 2012 12.54 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2012 14.12
ROMA – “La mia prima volta” o “Sara contro tutti” (qui il link) che sia, non è chiaro qual è il titolo ufficiale, è il vero film dell’anno, l’evento capace di rivitalizzare il cinema italiano. Lo sostiene, provocatoriamente ma non troppo, Marco Giusti, uno dei padri di Blob e autore di irriverenti recensioni cinematografiche per Dagospia. Altro che Garrone, Sorrentino o Checco Zalone. Giusti invita a non fare troppo gli schizzinosi e guardare al fenomeno Sara Tommasi per quello che è e non attraverso gli occhiali di un moralismo a rischio infiltrazioni di ipocrisia. Se non ragioniamo da benpensanti possiamo seguire il filo delle riflessioni di Giusti che attribuisce al film, sgangherato, approssimativo, quasi dilettantesco, il potere di smuovere le acque, suscitare un’incredibile attesa e partecipazione, creare un autentico evento mediatico.
“Ciao, sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi” è l’incredibile, surreale incipit del film. Puro Totò in salsa hard-surrealista. Nonostante secondo gli habituè del porno il suo modo meccanico di prodursi in una fellatio lasci parecchio a desiderare. Ma facciamoci accompagnare da Giusti nella disamina di testo, esplicito e iperrealista come si conviene a ogni confezione porno, sottotesto e ricezione di pubblico. Il regista salito agli onori della critica cinematografica è un bravo mestierante del settore, niente di più. Risponde al nome di Guido Maria Ranieri, marito della pornostar Asia D’Argento e responsabile di tutti i suoi film.
Sara, paladina delle tre S (soldi, sesso, successo) è un po’ freddina, ingessata, con la sensualità di un manichino. “Ma è proprio nella caduta dell’angelo, star della tv e delle notti berlusconiane, verso l’inferno del porno che il film di Sara Tommasi e la sua performance acquistano un valore al di la’ di quello oggettivo di puro documento hard. Oltre lo squallore della messa in scena, delle scenografie e delle sue stesse prestazioni, sbadati cum-shot compresi”.
Fan e gruppi di ascolto improvvisati emettono un giudizio impietoso, sulla Sara rete è il tag del momento: “Sara Tommasi ha ucciso il porno”, “Griffith ha inventato il cinema, Sara Tommasi lo ha ucciso”, “E’ uno stupro alla pornografia”, “Che delusione il film di sara Tommasi, preferivo il libro”. Però, potenza del porno, è tutto vero ed è ciò che conta. Dice Giusti: “Non è solo col metro da esperti del porno che va trattato il film. Perché proprio il personaggio Sara Tommasi, e tutto il fardello dei suoi deliri precedenti, che alimentano pesantemente la discussione. Così si va da un divertente, “E’ colpa di Sara Tommasi e della sua prestazione scadente se Berlusconi si ricandiderà”, alla geniale constatazione di un assiduo frequentatore di Superzeta che vede nello squallore del film anche lo squallore dei bunga bunga di Arcore.”
Superzeta, sito specializzato nel porno, stava quasi per saltare, inondato dagli sms dei fan impazziti: 236 sono le pagine di commenti alla prestazione di Sara. Giusti invita a non sottovalutare questo spontaneo movimento d’opinione, anche da lì si traggono utili indizi per capire la società dove viviamo. “Chi immaginava di vedere chissà quali meraviglie e follie cinematografiche si ritrova tra le mani scopate un po’ imbarazzanti di una starlette (forse) fuori di testa e, soprattutto, completamente fredda e distaccata nel sesso. E’ anche il crollo del mito del puzzone di Arcore, forse più realistico di un documentario sui suoi festini. Chiamate subito Travaglio…” Una critica del potere involontaria, lo scardinamento dei valori dall’interno, l’affresco poetico di uno sfaldamento in diretta. Troppa grazia Sara, la donna che ciucciava i vasi…


• Marra: in rete prestampato denunzia a Monti-Bilderberg: presentatela! Io l’ho fatto!
Marra — capolista al Senato in Campania e nel Lazio per il PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse, cosa che i giornali hanno occultato omettendo il PAS-FB&T nella lista dei partiti candidati — mette in rete il prestampato della denunzia contro Monti e altri per la loro appartenenza al circolo occulto e illecito Bilderberg.
Denunzia che ha presentato il 1.2.2013, con il numero 050429, alla Procura della Repubblica di Roma, e che chiunque la condivida può compilare con i suoi dati e presentare presso qualunque Commissariato o Procura della Repubblica d’Italia senza timore di commettere reati di calunnia o di diffamazione, perché si tratta di fatti veri che è, non solo legittimo, ma doveroso, denunziare.
Marra si mette e disposizione di chiunque voglia chiarimenti e invita l’opinione pubblica a riflettere sull’emblematica circostanza che nessun partito ha sollevato questo gravissimo problema, pur essendo notoria sia l’appartenenza di Monti al Bilderberg sia la natura di questa organizzazione, che è il vero artefice della rovina dell’economia, non solo italiana, ma mondiale.
Bilderberg del quale recentemente l’On. Ferdinando Imposimato, Presidente Onorario della Corte di Cassazione, ha dichiarato che dagli atti processuali è emerso che è dietro le stragi e che si configura come un governo mondiale invisibile rivolto a destabilizzare le democrazie. Segue il modulo della denunzia.
PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse
PRESTAMPATO DELLA DENUNZIA
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI __________________
oppure
COMMISSARIATO DI ____________________________
Denunzia dell’appartenenza di Mario Monti e altri all’organizzazione criminale e occulta denominata Circolo Bilderberg.
Io sottoscritto
____________________________________________________________________________________________________________________,
denunzio l’appartenenza del sig. Mario Monti, nato il 19.12.43, e dei vari altri personaggi di seguito indicati, al circolo Bilderberg, in relazione a due profili.
Il primo l’occultezza, e il secondo la tremenda illiceità dei fini del Bilderberg che, anche secondo testimonianze come quella dell’On. Ferdinando Imposimato, desunta da carte processuali, consistono nel configurarsi come un «governo mondiale occulto mirante a destabilizzare le democrazie anche attraverso le stragi».
Quanto all’illecita occultezza è in re ipsa. Il Bilderberg ha infatti reagito all’essere stato ormai smascherato in milioni di pagine internet ‘autopubblicandosi’ nel 2009 in un ‘forum’ così trasparente da illustrare ogni cosa (evidentemente eccetto i crimini).
Cose tra cui i membri, i luoghi e i tempi delle riunioni (ora ‘conferenze’), in realtà noti da anni, non perché esplicitati, ma perché accanitamente svelati dai ‘segugi’ dell’anti-complottismo internazionale, quali il benemerito Daniel Estulin.
Un tal ‘buonismo’ da rendere indubbio che la prossima ‘conferenza’ spalancherà le porte al mondo e sarà ispirata ai più puri ideali del bene, del bello, del giusto e dell’utile, visto che nulla vieta a questi ora smascherati nemici dell’umanità, di continuare altrove i complotti con i quali, dal 1954, rendono amare le nostre sorti.
Una ‘segretezza’ durata oltre 50 anni perché frutto di amplissime collusioni istituzionali, mediatiche, politiche e giudiziarie. Tant’è che innumerevoli fonti descrivono il Bilderberg addirittura come nato da occulti aneliti mondialisti di ambienti deviati della NATO in criminale associazione segreta con i massimi poteri bancari.
Un però inutile espediente, quello di tentare di salvarsi autopubblicandosi, perché i crimini sono nelle parole stesse di cui all’invero singolare ‘forum’.
Da un lato recita infatti l’art. 1 della legge Anselmi (legge n. 17, del 25.2.82): «Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale».
Dall’altro, sulla home del ‘forum’ Bilderberg – tragicomicamente – si legge: «.. In breve, il Bilderberg è un piccolo, flessibile, informale e non registrato forum in cui possono essere espressi differenti punti di vista e può essere intensificata la reciproca comprensione. La sola attività del Bilderberg è la sua annuale Conferenza. In questi incontri non vengono raccolti voti e non vengono emesse statuizioni comportamentali. Dal 1954 si sono tenute 59 conferenze. Per ogni incontro i nomi dei partecipanti come dall’agenda sono resi pubblici e sono rinvenibili sulla stampa».
Parole menzognere, perché in ben altro che nel riunirsi annualmente consistono le orride attività di costoro, ma che comunque implicano, di per se stesse, la natura illecita del Bilderberg, perché la composizione dei contesti di personaggi che alle ‘conferenze’ si mescolano senza documentazione configura di per sé l’associazione segreta di cui alla legge Anselmi.
La configura perché si tratta – proprio come vietato – di una mescolanza di uomini pubblici non liberi di partecipare a incontri non privati non protocollari, non documentati, segretati, con i titolari delle massime concentrazioni mondiali di interessi privati.
Una surreale, incredibile, illecita mescolanza di Capi di Stato, Re, Regine, Ministri, Presidenti di Parlamenti (tipo Barroso), Commissari Europei, chiusi in segreti ambiti con banchieri come David Rockefeller, o altri ai massimi livelli della BCE, della FED o della BdI, con i vertici delle massime multinazionali, con giornalisti delle principali testate, e insomma con gli uomini chiave di tutto quanto accade nel mondo.
Uomini che – proprio come Monti dopo la ‘conferenza’ di St. Moritz del 9/12 giugno 2011 – sol che sortano dalle ovattate alcove dei segreti rituali inseminatorii della pregnazione bilderberghina, vengono rapiti da aliti messianici e traslati fino agli Olimpo di ogni forma di potere, come Clinton, Obama (rappresentanti del cui governo partecipano alle ‘conferenze’), Trichet, Ignazio Visco, Romano Prodi, Tony Blair, Mario Draghi, Franco Barnabé, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera, Tommaso Padoa Schioppa, Alessandro Profumo, Emma Bonino, Gianni Riotta, Ben Bernanke, Corrado Passera, Walter Veltroni, Sergio Romano, Carlo Rossella, Claudio Martelli e molti altri.
Politici, Re, Regine, Principi, quali Sofia di Grecia, Bernardo d’Olanda, Beatrice d’Olanda, Carlo d’Inghilterra, Juan Carlos di Spagna, grottescamente mescolati in un comune delirio di onnipotenza con squali dell’industria, del commercio e della finanza mondiale, quali Edmond de Rotschild, o i nostrani Giovanni Agnelli, Umberto Agnelli, John Elkan, con rappresentanti della Coca Cola, di IBM, Sony, British Petroleum, Shell, Exxon, Pan Am, Mobil, Texas Instruments, ENI, Toyota, Mitsubishi, Philips, Dunlop, HP.
Una singolare, illecita confraternita di soggetti che – dimentichi delle lezioni della storia, pur densa di rovesciamenti di poteri ‘intramontabili’ fino all’attimo prima di essere travolti – si è ritenuta sopra le leggi, stante l’essere così tanti, potenti, legati da regimi di relazioni di anno in anno sempre più consolidatesi nei ‘salotti buoni’ del mondo e in ogni altra sede e occasione che le circostanze richiedessero. Uomini che devono tra l’altro essere considerati gli artefici del crimine dei crimini: il signoraggio primario e secondario.
Uomini i cui «punti di vista» – quelli di cui le 59 conferenze che si sono succedute hanno «intensificato la reciproca comprensione» – configurano in realtà le politiche mondiali di questi 59 anni, le scelte atomiche energetiche e militari con le quali ci hanno rovinato, le guerre da far scoppiare o quelle da sedare, i governi da promuovere o quelli da abbattere, le economie da schiacciare o quelle da alimentare, i dittatori da uccidere o quelli da sostenere, le etnie, le nazioni, i popoli, da sterminare o da vessare economicamente o quelli da privilegiare, l’inquinamento da consentire e quello da graduare, e tutto quant’altro ha reso drammatico il nostro quotidiano.
Folli cose rese possibili da una disattenzione della magistratura alla quale è forse ormai il caso di por rimedio, indagando anche su quei giudici che essi stessi fanno parte o sono contigui al Bilderberg, ad organizzazioni da esso controllate o ad esso vicine.
Comportamenti, quelli del Bilderberg, dei suoi membri e di quelli che li sostengono, che configurano la ovvia, sfrontata violazione, a tacer d’altro, degli articoli del codice penale: -n. 241 (Attentato contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato); -n. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato); -n. 648 bis (Riciclaggio); -n. 501 (Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio); -n. 501 bis (Manovre speculative su merci); -n. 416 (Associazione per delinquere).
Chiedo per tali motivi voglia la Procura della Repubblica di Roma avviare una vasta attività info-investigativa tesa a verificare la conformità o non conformità alle leggi dell’operato del circolo Bilderberg e dei suoi membri sia in relazione a quanto accaduto da ultimo che negli anni scorsi nelle ‘conferenze’, e sia in relazione al prosieguo ad opera di ciascuno nel corso dell’anno e nei vari ‘teatri’, con particolare riferimento alla liceità del comportamento di Mario Monti quale membro del Bilderberg, nonché dell’eventuale attinenza delle ragioni di coloro che hanno sostenuto la sua nomina alla Presidenza del Consiglio alla sua appartenenza al Bilderberg e/o ad altre organizzazioni segrete o in conflitto con gli interessi pubblici.
Chiedo in particolare la verifica del se esistono i collegamenti denunciati da alcuni politici tra la partecipazione di Monti alla ‘conferenza’ Bilderberg di St. Moritz del giugno 2011 e la sua nomina alla Presidenza del Consiglio.
Chiedo espressamente di essere informato in caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 cpp.
data e firma _______________________________________________