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Silvana Pampanini è morta: l’attrice aveva 90 anni

Due mesi fa era stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale.

ROMA – Silvana Pampanini è morta la mattina del 6 gennaio 2016 alle 9,30 dopo un lungo ricovero presso il Policlinico Agostino Gemelli. Mai sposata, senza figli, era molto devota di Sant’Antonio da Padova e di Padre Pio.

La diva degli anni ’50, che fece perdere la testa a Totò ma non gli ispirò la canzone Malafemmena, come lei stessa aveva a lungo fatto credere, due mesi fa era stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale. Era ricoverata da metà ottobre in terapia intensiva.

Dopo un’iniziale ripresa, tanto da far pensare a un ritorno a casa, sono insorte complicanze che ne hanno interrotto il recupero. I funerali si svolgeranno venerdì 8 gennaio ore 11 presso la Parrocchia Santa Croce in Via Guido Reni 2 Roma. A dare la notizia all’Adnkronos è l’amico e manager dell’attrice Alessandro Lo Cascio.

Di famiglia veneta trapiantata a Roma da tre generazioni, racconta Wikipedia, nipote della famosa cantante d’opera Rosetta Pampanini, si diplomò all’istituto magistrale e al conservatorio musicale di Santa Cecilia. Ancora una studentessa partecipò al concorso di Miss Italia nel settembre del 1946 dopo la guerra. Vinse un’altra ma le proteste del pubblico furono tali che diedero il premio “ex aequo” anche a Silvana Pampanini.

Ebbe così inizio la marcia trionfale nel mondo del cinema, come interprete di pellicole musicali tanto che il padre, inizialmente contrario alla carriera della figlia come attrice, lasciò il proprio lavoro e divenne il suo abile agente.

Legli anni del suo trionfo le furono attribuiti molti amori: con il principe afgano Ahmad Shah Khan, Tyrone Power, William Holden, George DeWitt, Omar Sharif, Orson Welles, re Faruq I d’Egitto, il tenore Giuseppe Campora e altri. Silvana Pampanini ha sempre detto che il suo unico vero amore, un uomo con dieci anni più di lei, bello, ricchissimo, estraneo allo spettacolo e mai identificato, era morto nel 1952 per la ricaduta di una malattia contratta durante la guerra, un mese prima delle loro nozze. Forse c’era davvero un grande amore, tanto profondo da non essere mai rivelato.

Nella prima metà degli anni cinquanta, poco prima che Sophia Loren e Gina Lollobrigida raggiungessero una grande notorietà, per una breve stagione la Pampanini fu il simbolo più rappresentativo della bellezza italiana a livello mondiale, assieme con Lucia Bosé e Silvana Mangano.

Silvana Pampanini fu spesso doppiata nella voce ma non nel canto, e recitò con tutti i migliori attori italiani del dopoguerra: Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Walter Chiari, Amedeo Nazzari, Renato Rascel, Raf Vallone, Nino Taranto, Massimo Girotti, Ugo Tognazzi, Carlo Dapporto, Paolo Stoppa,Rossano Brazzi, Massimo Serato, Folco Lulli, Aroldo Tieri, Carlo Campanini, Tino Scotti. Fra i partner stranieri: Jean Gabin, Henri Vidal,Jean-Pierre Aumont, Raymond Pellegrin, Pierre Brasseur, Pedro Armendáriz e perfino Buster Keaton.

Negli anni ’50 molti film con Silvana Pampanini furono distribuiti in tutto il mondo. I titoli più noti sono: I pompieri di Viggiù che nel 1949 la rivelò al grande pubblico; nel 1951 O.K. Nerone, e Bellezze in bicicletta in cui cantò una delle più celebri canzoni dell’epoca; nel 1952 il pluripremiato Processo alla città e La presidentessa; nel 1953 un riuscito episodio di Un giorno in pretura per cui si lasciò invecchiare di 30 anni dal truccatore; nel 1955 la commedia La bella di Roma di Luigi Comencini e il campione di incassi Racconti romani da un soggetto di Alberto Moravia. Infine La strada lunga un anno di Giuseppe De Santis, candidato all’Oscar 1959 e vincitore del Globo d’Oro come miglior film straniero.

La Pampanini non lavorò mai a Hollywood ma lavorò in Francia dove fu soprannominata Ninì Pampan, in Spagna, Jugoslavia, Egitto,Argentina e soprattutto in Messico dove girò alcune pellicole mai uscite in Italia.

Sempre attiva nella vita sociale, Silvana Pampanini la si vedeva spesso alle prime teatrali con una allegra brigata di amiche di una certa età. Sempre elegantissima, sempre bellissima.


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