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Fabrizio Lombardo: “Asia Argento mente, mai portate donne a Weinstein”

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Fabrizio Lombardo: “Asia Argento mente, mai portate donne a Weinstein”

MILANO – “Asia Argento mente, non è vero che portavo donne ad Harvey Weinstein”. A parlare è il produttore milanese Fabrizio Lombardo, ex capo di Miramax Italia, e considerato il più stretto collaboratore nel nostro Paese del produttore americano finito al centro dello scandalo. In un’intervista a Vanity Fair Lombardo rompe il silenzio e si dichiara “sorpreso” e “amareggiato”. E’ stato tirato in ballo nel caso del predatore seriale Harvey Weinstein da Asia Argento, vittima dei suoi ricatti sessuali. Ma lui, consigliato dall’avvocato Bruno Dalla Ragione, smentisce e si riserva di agire contro l’attrice e contro i media che riprendono o pubblicano “dichiarazioni e notizie false e soprattutto non verificate”.

“Chi sono stato? Sicuramente non l’uomo che portava le ragazze ad Harvey Weinstein, né quello che organizzava feste ad hoc. Non ho mai fatto niente del genere”. “Il periodo passato con Weinstein è stato tra i più entusiasmanti della mia vita – aggiunge – O almeno così pensavo, fino a una settimana fa. Fino a quando non è iniziato quest’incubo”. Lombardo è stato citato da Asia Argento come colui che la accompagnò in albergo da Weinstein, dove avrebbe avuto luogo il primo incontro con molestie tra l’attrice e il produttore.

“La notizia che avrei accompagnato Asia Argento presso la suite del Sig. Weinstein in un noto albergo mi sorprende e mi amareggia in quanto non vera ed evidentemente frutto di un ricordo lontano e distorto. Ricordo perfettamente – dice, attraverso il legale, Lombardo – che la sig.ra Asia Argento mi fu presentata proprio dal Sig. Weinstein a Cannes, che già la conosceva. Non sono al corrente della vita personale del Sig. Weinstein e della Sig.ra Asia Argento i cui rapporti nel corso delle rarissime occasioni in cui li ho visti insieme, negli anni successivi, mi sono sempre apparsi sereni e cordiali”.

Lombardo considera “lesive” della propria professionalità le illazioni fatte sul suo ruolo professionale, ricordando tante produzioni in Italia della casa di produzione americana, quali, tra l’altro, la produzione di pellicole come “Malena”, “Gangs of New York”, “Pinocchio”, “Heaven” e l’acquisizione di titoli come “La meglio gioventù”, “Io non ho paura”, “La stanza del figlio” e molti altri.

Il primo incontro di Lombardo e Weinstein, invece, avvenne secondo quanto racconta il primo grazie al regista premio Oscar Giuseppe Tornatore: “Weinstein lo conobbi grazie a Giuseppe Tornatore”. Lombardo racconta anche del potere di Miramax Italia: “Riuscivamo a raccogliere, a catalizzare i voti degli italiani, degli spagnoli e dei francesi, una cinquantina di persone in tutto, che votavano per gli Oscar. Harvey aveva la sua influenza e nell’impresa riusciva benissimo. Io lo aiutavo con la mia rete di relazioni”.

“Durante il Festival di Cannes, all’Hotel Du Cap, venivano organizzate regolarmente feste frequentate da centinaia di persone e nei confronti della signora Argento mi riservo ogni azione a tutela della mia onorabilità”. Gli sms “vagamente minacciosi” ad Asia: “Sono partiti per sbaglio, dal mio telefonino. Avrebbero dovuto essere spediti in una chat in cui scambio video divertenti con alcuni amici”.

Quanto alle accuse di aver gettato Claudia Gerini nella breccia di Weinstein, risponde: “Ma siamo pazzi? Chi può aver detto una cosa del genere?”. E quelle di aver procacciato ragazze a Leonardo DiCaprio: “Ma secondo lei, DiCaprio aveva bisogno di qualcuno che gli trovasse le ragazze? È semplicemente ridicolo”. Quanto al mondo che circondava Harvey Weinstein, Lombardo aggiunge: “Tutte le volte che mi è capitato di essere a pranzo con lui, nei confronti di Weinstein si formava una vera e propria processione”.

“Sono dunque gli stessi fatti a smentire che il sottoscritto non avesse esperienza sufficiente nel campo cinematografico per ricoprire tale ruolo dirigenziale. Pertanto viene meno qualsiasi altra illazione sulle motivazioni dell’apertura di un ufficio a Roma e sull’effettivo ruolo da me svolto per la Miramax, tutt’altro che apparente, avendo invece contribuito al successo della stessa Miramax in quegli anni”, conclude con amarezza.

 

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