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Woody Allen, il figlio: “Criminali scusati perché famosi”

LOS ANGELES – Ronan Farrow, figlio di Woody Allen e Mia Farrow, ha espresso il suo disappunto a The Hollywood Reporter per l’articolo in prima pagina sul padre. “Ti amo, Janice, ma qual è il prossimo in copertina, Bill Cosby?” ha scritto Farrow in un tweet a Janice Min, redattore capo della rivista. Poi ha retweettato ad alcuni dei suoi amici che si scagliati contro la rivista per scritto una dichiarazione falsa riguardante le presunte molestie su Dylan, sua sorella, da parte del regista.

La campagna di retweetter di Farrow sembra abbia funzionato poiché la rivista in seguito ha fatto una modifica all’articolo. Nell’articolo inizialmente si diceva che le accuse fatte da Dylan, all’epoca aveva 7 anni, erano “cadute dopo un’indagine”. “Hollywood Reporter deve quanto meno una correzione poiché questo è di fatto inesatto. Nessuno ha mai respinto le accuse, non è mai successo”, ha scritto Jon Lovett, amico di Farrow e ex autore di discorsi per il presidente Obama.  “Il pubblico ministero decise di proteggere la fragilità della vittima e in via eccezionale che ne aveva abbastanza di perseguire”.

Farrow ha anche retweettato all’editor di BuzzFeed, scrivendo: “Perché in questa intervista non c’è una domanda in merito a Dylan Farrow? E’ menzionata solo nell’introduzione ma in un contesto che parla solo della prolificità di lui! Follia”.

The Hollywood Report ha successivamente modificato la frase “le accuse su Allen per aver abusato della figlia di sette anni Dylan sono cadute dopo un’indagine” con “a fronte delle accuse che avesse abusato della figlia di 7 anni Dylan, Allen dopo un’indagine non venne perseguito dalla polizia”.

Farrow ha anche retweettato un utente del social network che ha scritto: “Quando smetteremo di scusare i criminali solo perché famosi? Allen, Cosby, Polanski, ancora e ancora”.

La sorella Dylan dopo aver pubblicato, due anni fa, una lettera in cui accusava il padre adottivo di aver abusato di lei quando era bambina, per lo più evitato le telecamere. Dylan, che una volta adulta ha cambiato il suo nome in Malone, ha interrotto il suo silenzio rilasciando un’intervista a Vanity Fair nei novembre 2013, nella quale sosteneva che Allen l’aveva molestata quando aveva solo sette anni, dicendole che era il loro “segreto”.

Nell’agosto del 1992, disse alla madre Mia che il padre mentre era con lei in soffitta aveva tenuto un comportamento inappropriato, che l’aveva baciata ma che Allen negò. Dylan ha detto che il presunto abuso la faceva sentire una “ragazza cattiva” e lo disse a sua madre affinché Allen la smettesse.
Nell’intervista afferma: “Molte cose non le ricordo ma ho ben chiaro ciò che successe in soffitta. Ricordo perfino cosa indossavo”.

Quando le è stato chiesto se fosse successo in diverse occasioni, Dylan ha detto: “E’ stato un episodio isolato. Il resto era solo l’imbarazzo di tutti i giorni. L’imbarazzante routine che pensavo fosse normale”.

Ha definito i timori nei confronti del padre come “paralizzanti” e ha aggiunto: “Ho paura di lui, della sua immagine. Nessuno vuole pensare che questo leggendario regista è il mio incubo peggiore. Questo è ciò che mi fa paura”. Dylan ha anche rivelato che un giorno a scuola, dopo aver visto un ragazzo che indossava una camicia uguale a quella del padre, ebbe un “attacco di vomito”.

Il caso fu chiuso nel 1993, ma la custodia di Dylan fu assegnata alla madre mentre ad Allen fu negato di incontrare la figlia. Dylan ha detto nell’intervista: “Non mi hanno mai chiesto di testimoniare. Se avessi potuto parlare con la Dylan di sette anni, le avrei detto di essere coraggiosa e testimoniare”.

Dopo il caso di molestie, Mia Farrow si trasferì con i figli da New York nel Connecticut. Per Dylan, le cose sono ancora andate male dopo la morte – nel 2000 – della sorella adottiva Tam a causa di problemi cardiaci, e lei è sprofondata in una profonda depressione. Ha iniziato a tagliarsi e messo in atto un tentativo di suicidio, ammettendo: “Non sono fiera di questo. E’ stato difficile per me far fronte a tutto. Mia madre era la mia roccia e Ronan il mio migliore amico”.

Le cose sono peggiorate quando Dylan fu contattata dal padre. La prima volta nel 2004 quando per la legge era ormai adulta: le aveva inviato una lettera in cui scriveva di voler parlare con lei e “mettere in chiaro alcune cose dette da tua madre”. Concludendo con un “Love, tuo padre”.

Allen riprovò a contattarla tre anni più tardi quando frequentava il college. Le inviò fotografie della coppia, scrivendo che Soon-Yi sentiva la sua mancanza e che lui avrebbe voluto incontrarla con le nuove figlie adottive. Dylan afferma che il marito l’ha aiutata nei momenti difficili: “E’ la cosa migliore che mi sia mai capitata. Senza di lui non so come avrei fatto”.

Poco dopo l’intervista a Vanity Fair, Dylan ha scritto una lettera aperta pubblicata dal New York Times in cui parlava del padre. Allen, rispose con una rara, per lui, dichiarazione pubblica in cui negava le accuse mosse dalla figlia. Moses, il figlio adottivo di Farrow e Allen, e il più vicino per età a Dylan, che si è allontanato dalla maggior parte dei fratelli e dalla madre, è schierato dalla parte del regista e ha affermato che l’abuso non si è mai verificato. Allen, 80 anni, è sempre sposato con Soon-Yi, sorellastra di Dylan, e la coppia ha due figlie adottive. Dylan è in attesa del primo figlio.