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YOUTUBE Valerian: video recensione del nuovo film di Luc Besson

YOUTUBE Valerian: video recensione di un film bello solo per gli occhi
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ROMA – Salve amici di Blitz Tv. A distanza di tre anni dal suo ultimo film, il visionario Luc Besson torna alla regia e alla scrittura con Valerian e la città dei mille pianeti, basato sull’omonima serie di fumetti apparsa per la prima volta negli anni ’60. A comporre il cast di questo film troviamo i giovani Dane DeHaan e Cara Delevingne, oltre a Clive Owen e alle apparizioni di Ethan Hawke, Rihanna, Rutger Hauer e il tastierista Herbie Hancock. CLICCA QUI PER LE ALTRE VIDEO RECENSIONI.

Siamo nell’anno 2740. Il maggiore Valerian e il sergente Laureline, vengono inviati in missione nell’intricato Big Market, in cerca dell’ultimo convertitore Mul rimasto nell’universo. I Mul sono una popolazione ritenuta per molti anni estinta e intorno alla quale si è costruito un segreto militare pericoloso e oscuro. Valerian e Laureline fanno ritorno ad Alpha, la città dei mille pianeti, un enorme stazione spaziale nella quale gli umani condividono la quotidianità con moltissime altre specie aliene. Ma Alpha si trova in grave pericolo, minacciata da una zona radioattiva preoccupante e in rapida espansione.

Valerian è un film riuscito in parte, che presenta difetti non trascurabili, uno su tutti la narrazione. La storia, infatti, è molto semplice, basilare, fin troppo essenziale da diventare presto prevedibile e già vista mille volte. I personaggi, in particolare quelli dei due protagonisti, non vengono caratterizzati a fondo, al contrario vengono direttamente catapultati nella storia senza la necessaria definizione che ci faccia comprendere fino in fondo le loro gesta. A soppesare la mancanza di una sceneggiatura solida, troviamo un comparto tecnico davvero eccezionale, che si contraddistingue per la maestosità grafica delle sue sequenze, colori vivi e accesi, ambientazioni fantastiche intricate e intriganti.

Valerian rappresenta il sogno filmico di Besson, cresciuto con la fantascienza fin da bambino. Questo film, infatti, è il suo “atto di amore” alla sua infanzia, ma il risultato finale si perde nell’ovvietà narrativa più scoraggiante, all’interno della quale poco può fare la tecnica visiva del regista. Non è assolutamente un film da bocciare in toto, anzi, spunti di buon cinema ci sono, nascosti tra una storiella amorosa poco azzeccata e un balletto superfluo che non aiutano il corso della storia.

Armonia digitale e narrazione scadente, due facce opposte della stessa medaglia. Besson cerca di fare il possibile per sorprendere il pubblico attraverso la spettacolarità visiva, ma non fa lo stesso con tutto il resto. Punto di forza della pellicola resta la capacità di rendere il tutto un’esperienza immersiva di ottimo valore, laddove la sala cinematografica ritorna protagonista, mentre lo spietato ma doveroso accorgimento narrativo sgocciola con disarmonia dallo schermo. Un film consigliato, ma con moltissime riserve. Voto: 6-.

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