Blitz quotidiano
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Terrorismo. Da Charlie ad oggi, la Francia sotto attacco

Dopo Charlie Hebdo, dal 7 gennaio 2015 la Francia è sotto attacco da parte di una lunga serie di attentati jihadisti, riusciti o sventati. Ecco una lista.

FRANCIA, PARIGI – Un anno fa l’attacco a Charlie Hebdo ha aperto una lunga serie di attentati jihadisti, riusciti o sventati, in Francia. Eccone una lista.

* 7 GENNAIO 2015 – Due terroristi islamici sparano nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. I killer sono i fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, legati ad Al Qaida nello Yemen, che rivendica l’attacco. Il bilancio è di 12 morti: otto redattori, due agenti di polizia, una persona in visita alla redazione e un addetto alla manutenzione.

* 9 GENNAIO – Un uomo entra in un supermercato kosher della periferia di Parigi, sparando. Uccide quattro persone e prende una decina di ostaggi. Si chiama Amedy Coulibaly, il giorno prima aveva ucciso una poliziotta, e dice di agire in modo coordinato ai fratelli Kouachi. Sarà ucciso nel blitz della polizia per liberare gli ostaggi.

* 3 FEBBRAIO – Tre militari di servizio davanti a un sito della comunità ebraica di Nizza vengono aggrediti con un coltello dal francese di origine africana Moussa Coulibaly, espulso pochi giorni prima dalla Turchia, da cui sperava probabilmente di arrivare in Siria. Fermato dalla polizia, è incriminato per tentato omicidio con fini di terrorismo.

* 19 APRILE – Uno studente di informatica, Sid Ahmed Ghlam, viene arrestato dopo essersi ferito con un colpo di pistola a una gamba. Nella sua stanza vengono trovati un arsenale di guerra e piani per un attacco a chiese di Villejuif, banlieue di Parigi. A fermarlo è stata probabilmente la resistenza della giovane Aurelie Chatelain, a cui aveva tentato di rubare l’auto, invano. Ghlam era in contatto con “mandanti” in Medio Oriente, legati alla jihad, tra cui il francese Abdelhamid Abaaoud, uomo di spicco dell’Isis in Siria.

* 26 GIUGNO – A Saint-Quentin-Fallavier, nella banlieue di Lione, l’imprenditore Hervé Cornara viene decapitato e la sua testa esposta sull’inferriata della fabbrica, che produce bombole di ossigeno, da un uomo che poi tenta di scagliarsi contro l’edificio in macchina. A compiere l’azione è Yassin Salhi, dipendente della ditta di origini arabe, che ha scelto una messinscena tipica della jihad, anche se le indagini hanno poi appurato che il movente era la vendetta personale.

* 21 AGOSTO – Un giovane francese residente in Belgio, Ayoub El Khazzani, a Bruxelles sale su un treno ad alta velocità Thalys in direzione Parigi, armato di un fucile automatico e di una pistola. Esce da una toilette pronto a sparare, ma il rapido intervento di alcuni passeggeri, tra cui due militari americani, gli impedisce di agire. Arrestato nella stazione di Arras, nel nord della Francia, Khazzani viene incriminato per tentato omicidio e terrorismo. Anche nel suo caso, sono emersi legami con il jihadista dell’Isis Abdelhamid Abaaoud.

* 13 NOVEMBRE – Tre commando coordinati entrano in azione a Parigi e dintorni. Il primo, composto da tre giovanissimi kamikaze, punta allo Stade de France, dove è in corso l’amichevole Francia-Germania. I tre non riescono però ad entrare e si fanno esplodere nelle strade semivuote, uccidendo un passante. Il secondo commando si muove nell’11/o arrondissement di Parigi a bordo di una Seat nera, da cui due uomini armati di kalashnikov scendono e sparano su diversi bar e ristoranti, provocando in totale 39 vittime. Il terzo commando, composto da altri tre kamikaze, fa irruzione nella sala concerti Bataclan, sparando sulla folla e poi barricandosi all’interno con decine di ostaggi. Il bilancio finale è di 90 vittime, e porta il totale della serata a 130.

* 7 GENNAIO 2016: Il cerchio dell’annus horribilis si chiude nel diciottesimo arrondissement della capitale francese. La polizia uccide un uomo che cerca di entrare in un commissariato al grido di ‘Allah è grande’ armato di un coltello da macellaio ed una finta cintura esplosiva. Sul corpo vengono ritrovati un pezzo di carta con l’emblema dell’Isis e una rivendicazione manoscritta in arabo.