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Gb. Oxford ignora proteste e mantiene statua colonialista

La statua di Cecil Rhodes, il controverso protagonista del colonialismo britannico in terra d'Africa, resta al suo posto. L'Oriel College dell'università di Oxford, ignorando le proteste degli studenti che ne chiedevano la rimozione in nome del razzismo imputato a un personaggio simbolo dello sfruttamento del continente nero, alla fine ha deciso di mantenerla nella facciata storica della sua sede.

GB, LONDRA – La statua di Cecil Rhodes, il controverso protagonista del colonialismo britannico in Africa, resta al suo posto.

L’Oriel College dell’università di Oxford, ignorando le proteste degli studenti che ne chiedevano la rimozione in nome del razzismo imputato a un personaggio simbolo dello sfruttamento del continente nero, alla fine ha deciso di mantenerla nella facciata storica della sua sede.

Secondo i vertici dell’istituto, dopo una consultazione è emersa la volontà di rispettare la “complessità” della storia. Stando al Daily Telegraph ci sarebbero tuttavia ragioni molto più prosaiche dietro la scelta del college.

Alcuni danarosi finanziatori nostalgici del passato imperiale del regno avevano infatti minacciato di tagliare fondi per oltre 100 milioni di sterline qualora Rhodes fosse stato ‘spodestato’.

Il gruppo di studenti che aveva lanciato la protesta ha definito la decisione “oltraggiosa, disonesta, cinica” e promette ancora battaglia. Rhodes alla fine dell’800 era un ricchissimo imprenditore (fondatore del colosso dei diamanti De Beers) che tramite la ‘South Africa Company’ e la ‘Chartered Company’ fece la sua fortuna, e quella della Corona britannica, nell’Africa meridionale, creando uno Stato destinato poi a portare il suo nome, la Rhodesia (oggi Zimbabwe e Zambia).

Al fine di perseguire i suoi scopi non ebbe esitazioni a trapiantare nel nuovo Paese la segregazione razziale vigente in Sudafrica. Per queste ragioni il famigerato personaggio viene considerato da più parti come un simbolo di oppressione: una statua in suo onore e’ stata rimossa dall’ateneo di Città del Capo.