Blitz quotidiano
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Gb. Signori City finora tiepidi in posizioni contro Brexit

Resa pubblica una lettera dalla City contro la Brexit per denunciare il rischio che l'ipotetica uscita dalla Gran Bretagna dall'Ue possa "scoraggiare gli investimenti e minacciare l'occupazione" nel regno. Ma le firme, pur prestigiose, sono meno di quelle che ci si aspettava

GB, LONDRA – Una lettera contro la Brexit, per denunciare il rischio che l’ipotetica uscita dalla Gran Bretagna dall’Ue possa “scoraggiare gli investimenti e minacciare l’occupazione” nel regno. Annunciato a piu’ riprese, e’ finalmente pubblico, il documento che segna l’entrata in campo di un pezzo della City londinese nella campagna per il referendum sul futuro europeo del Paese fissato per il 23 giugno.

Ma le firme, pur prestigiose, sono meno di quelle che ci si aspettava. In calce al testo vi sono i nomi di 36 capi di altrettante grandi aziende quotate in Borsa a Londra fra i 100 titoli di riferimento dell’indice Ftse (incluse Bt, Vodafone, Asda o Marks & Spencer).

Mancano tuttavia piu’ della meta’ delle societa’ del Ftse 100. Un risultato inferiore alle 50 firme attese dal Financial Times, per non dire alle 80 pronosticate al Telegraph da fonti governative vicine a David Cameron.

Un segnale del fatto che la City – pur in genere contraria alla Brexit – resta cauta su un referendum incerto: tanto piu’ dopo l’endorsement anti-Ue del popolare sindaco di Londra, Boris Johnson.