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Incidente Spagna e per epitaffio: “No responsabilità danni”

BARCELLONA – Strage di studentesse sul pullman Erasmus in Spagna, l’organizzazione declinava preventivamente ogni responsabilità: era scritto nero su bianco nel format di iscrizione per andare alla festa di Las Fallas a Valencia. L’ultima festa per Francesca Bonello, Elisa Valent,Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino e Elisa Scarascia Mugnozza e le altre sei studentesse morte nell’incidente in Catalogna.

“Erasmus Student Network declina ogni responsabilità se uno studente subisce danni, lesioni o incidenti”, recita una delle clausole di “Termini e condizioni” che, spiega Giacomo Talignani sull’Huffington Post, si trovavano alla fine del lungo programma di divertimento organizzato proprio dalla Esn. Una clausola che oggi suona come un irridente epitaffio per quelle giovani vite stroncate. Una clausola d’uso: quasi mai gli organizzatori si assumono senza una specifica polizza assicurativa la responsabilità diretta di incidenti, lesioni o danni. Questa spetta al cosiddetto “vettore”, l’aereo, il pullman, la compagnia aerea, navale, dei bus. E’ difficile che la agenzia di viaggi, l’organizzatore, il tour operator, specialmente se low cost, si penda appunto in carico diretto questo tipo di responsabilità. Ciò non toglie che quella clausola suoni oggi quasi offensiva e intollerabile.

Il programma prevedeva tutto: non solo ora e luogo di ritrovo e di arrivo, ma anche quello che si sarebbe fatto a Valencia. Si consigliava persino di dormire durante il viaggio di ritorno, dopo la partenza alle 3:30 di notte. L’ultimo viaggio delle sette studentesse italiane.

In quanto ente organizzatore della trasferta Erasmus Network chiedeva a tutti i dati personali dei partecipanti, oltre ad un atteggiamento consono e declinava ogni responsabilità in caso di problemi con le autorità in caso di uso di droga da parte degli iscritti. Chiunque non rispettava i patti poteva essere escluso dal viaggio.

Spiega Talignani sull’Huffington Post: 

“Il programma sulla “notte di fuoco” di Valencia, la grande festa di Las Fallas, in rete non si trova più. C’è invece quello del 2015 dove si possono leggere “termini e condizioni”. In quello del 2016, a cui hanno aderito le studentesse italiane morte nell’incidente di Tarragona, Esn invitava a partecipare al grido di ““Hola, gente guapa!”. C’era il ritrovo fissato per sabato 19 alle 6.15 in plaza Espanya. Da lì i bus della Alejandro sono partiti per arrivare 5 ore dopo a Valencia. In mezzo come da programma varie attività culturali e artistiche, la grande festa e poi domenica 20 marzo il ritorno, fissato alle 3.30: “In bus per dormire, mentre torniamo a Barcellona”. A Barcellona 13 studenti non torneranno mai. Altri 34 sono rimasti feriti nell’incidente”.

(Foto Facebook)

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  • Spagna, strage Erasmus: i nomi delle sette ragazze morteElena Maestrini
  • Serena Saracino
  • Annalisa Riba
  • Valentina Gallo
  • Lucrezia Borghi
  • Francesca Bonello
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  • Spagna: incidente bus in Catalogna, 14 studenti morti
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