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Confindustria. Da chiusura del Brennero ”danno enorme”

ROMA – La chiusura del Brennero rischia di creare un “danno enorme” per l’economia, con effetti negativi su vari settori, dall’export al turismo. A lanciare l’allarme è Confindustria, che di fronte al rischio di barriere sottolinea la necessità di rispondere al problema dell’accoglienza dei profughi con un’azione comune e auspica che lunedì i ministri degli esteri arrivino ad un concreto tentativo di accordo.

Ma sono ormai in molti ad esprimere preoccupazione per le ricadute negative che questa decisione potrebbe comportare sul sistema produttivo italiano. Mentre sul versante politico, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sottolinea come “Schengen sia fortemente a rischio con la decisione dell’Austria che è totalmente sbagliata. Noi facciamo il nostro dovere controllando e censendo tutti gli immigrati”.

Secondo Confindustria, export e turismo “ne avrebbero un immediato contraccolpo che toccherebbe tutta la nostra economia e soprattutto quelle imprese del Nord Est che lavorano costantemente e in modo rilevante con i Paesi del Nord Europa”. Tra i più preoccupati ci sono gli autotrasportatori.

La decisione austriaca di ripristinare i controlli alla frontiera con il Brennero, se fosse confermata, porterebbe a un danno economico superiore ai 170 milioni di euro l’anno per l’intero settore dell’autotrasporto, sostiene Conftrasporto (associazione di trasporto e logistica di Confcommercio), che ha già portato all’attenzione degli eurodeputati italiani una possibile soluzione per contenere le ricadute sul settore: l’introduzione di un sistema di trasmissione preventiva dei dati del trasporto per le imprese extra comunitarie, con contestuale attivazione di un corridoio di libero scambio per tutti i vettori europei.

Anche secondo l’associazione degli autotrasportatori Anita (aderente a Confindustria) le conseguenze di una simile decisione “provocherebbero pesanti ricadute sul settore produttivo e su quello dei servizi di trasporto”: basti pensare che un camion fermo costa all’azienda circa 60 euro l’ora. A temere è anche il settore del turismo. “Non posso negare che vediamo l’eventuale chiusura del Brennero con una certa preoccupazione”, avverte il presidente di Federalberghi Alto Adige Manfred Pinzger. Nell’anno appena concluso il turismo altoatesino ha registrato 30 milioni di pernottamenti l’anno, ha chiuso l’inverno con un +5% e stima “ottime previsioni” per l’estate.

”Per questo siamo preoccupati per la questione Brennero – prosegue Pinzger – Speriamo che visto che ci sono le elezioni il 24 aprile in Austria, quella del Brennero sia una mossa per dimostrare la forza del Paese e che poi la questione rientri. Altrimenti per noi sarebbe un danno non indifferente”.