Cronaca Europa

Upskirting, fotografare sotto la gonna non è reato. La battaglia di Gina Martin perché lo diventi

Upskirting, fotografare sotto la gonna non è reato. La battaglia di Gina Martin perché lo diventi

Upskirting, fotografare sotto la gonna non è reato. La battaglia di Gina Martin perché lo diventi

LONDRA – Scattare una fotografia sotto la gonna di una donna è legale. Forse qualcuno pensava non lo fosse, come ci si potrebbe aspettare per un atto che lede la libertà altrui. Eppure nel Regno Unito chi fa una foto sotto la gonna di una donna (ovviamente contro la sua volontà) non commette alcun tipo di reato. Ne sa qualcosa Gina Martin, una giovane londinese che si è ritrovata l’immagine delle proprie mutandine sul cellulare di un perfetto sconosciuto.

La ragazza è riuscita a fermare l’uomo e a prendergli il cellulare, ma una volta presentata la denuncia si è sentita rispondere che la polizia non poteva farci proprio nulla, perché l'”upskirting” non è reato.

Così adesso Gina ha deciso di provare a farsi giustizia da sola, per così dire. Ha lanciato una petizione online che ha già raccolto 53mila firme e che chiede che spiare e scattare fotografia sotto la gonna di una donna diventi reato.

Tutto è accaduto in pochi minuti l’8 luglio scorso. Gina si trovava tra la folla in fila a Hyde Park per il British Summer Time music festival. Due uomini si sono avvicinati loro, hanno offerto delle patatine e poi hanno iniziato a farsi più sfrontati. Quindi uno di loro si è avvicinato a Gina, le ha messo il telefono sotto la gonna e ha scattato delle foto. Lei e la sorella all’inizio non se ne erano accorte. Solo in un secondo momento hanno notato le foto sul cellulare dell’uomo, che le guardava e rideva. Così Gina ha agito d’istinto, ha preso il telefono dell’uomo, è fuggita ed è andata dalla polizia. E qui si è trovata davanti alla triste realtà: quell’uomo non aveva commesso alcun reato.

 

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