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Abusi nel calcio inglese, ex allenatore Barry Bennell ricoverato: forse tentato suicidio

LONDRA – Barry Bennell, ex allenatore di calcio britannico di 62 anni, già condannato per abusi sui ragazzini che allenava, è stato trovato privo di sensi in un el a Stevenage, nell’Inghilterra orientale. L’uomo è stato ricoverato d’urgenza in ospedale. L’episodio è avvenuto venerdì scorso, quando sono emerse le informazioni circa centinaia di casi di abusi sui calciatori delle giovanili da lui allenati, ma la notizia è stata diffusa soltanto oggi.

Barry Bennell, ex tecnico del settore giovanile del Crewe Alexandra, è stato ritrovato privo di sensi in una stanza del Novotel Hotel di Stevenage. In passato è stato condannato tre volte per abusi su minorenni. Dall’ultima uscita dal carcere nel 2015 viveva sotto falso nome, come Ric Jones, a Milton Keynes, prima che le forze dell’ordine settimana scorsa disponessero il suo trasferimento.

Non si conoscono ancora le cause del malore, ma i media inglesi ipotizzano che Bennell abbia cercato di togliersi la vita dopo essere stato accusato di violenze sessuali da numerosi suoi ex calciatori, all’epoca bambini.

 

Proprio alcuni giorni fa, infatti, quattro degli ex giocatori di Bennell avevano deciso di raccontare le violenze subite quando erano bambini fra i campi e gli spogliatoi delle squadre giovanili inglesi. Andy Woodward, uno dei primi a farsi avanti per denunciare uno scandalo che continua ad allargarsi, ha pianto in diretta alla Bbc mentre tre ex compagni, Steve Walters, Chris Unsworth e Jason Dunford, ricordavano le violenze perpetrate su di loro dall’ex allenatore del Crewe Alexandra (quarta serie), Barry Bennell.

“Sono stato violentato fra le 50 e le 100 volte e non lo avevo mai detto ad anima viva”, ha raccontato Unsworth. Mentre per Walters quegli abusi sono un trauma terribile, per lui e per gli altri, capace di segnare in modo indelebile le vite e le carriere di molti giocatori.

Secondo la testimonianza del giocatore Chris Unsworth, l’ex calciatore era stato diverse volte a casa dell’allenatore che talvolta si intratteneva con due-tre ragazzini alla volta.

Non è però l’unico ‘orco’ travestito da coach che ha imperversato nel calcio giovanile inglese. Almeno tre forze di polizia stanno conducendo indagini su questo scandalo, raccogliendo le voci di vittime che finalmente si fanno avanti. E di sicuro servono ad abbattere il muro di gomma dell’omertà gli appelli che vengono lanciati da più parti, a partire dal mondo del calcio.

Il capitano dell’Inghilterra, Wayne Rooney, ha chiesto a tutti i giocatori che hanno subito abusi sessuali di chiamare la linea telefonica appositamente istituita e “di non soffrire più in silenzio”. E perfino la premier Theresa May è intervenuta, tramite un suo portavoce, elogiando il coraggio mostrato da quanti hanno deciso di denunciare le violenze.