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Adolf Hitler avrebbe vinto la guerra se avesse occupato l’isola di Wight

LONDRA – L’isola di Wight avrebbe potuto aiutare Hitler a vincere la guerra. Nei suoi piani c’era l’occupazione dell’isola da cui far partire i bombardamenti verso l’Inghilterra, riporta il Daily Mail.

Lo storico militare Robert Forczyk, ritiene che gli inglesi avrebbero lottato per difendere l’isola ma nel caso fosse stata occupata dai tedeschi, è improbabile avessero le risorse disponibili per riprenderla.

L’isola sarebbe stata una base a solo quattro miglia dalla costa, così come a strategici aeroporti civili, dando ai tedeschi una maggiore possibilità di successo per il piano di invadere la terraferma, noto come Operazione Leone Marino.

Ma Hitler per la scelta finale dell’operazione parlò con i suoi comandanti della marina militare tedesca che temevano la potenza dei sottomarini inglesi e sovrastimarono quella della potenza militare e lo dissuasero: una decisione che il Fuhrer continuò a rimpiangere.

Nel nuovo libro “We march against England” (Marciamo contro l’Inghilterra), Forczyk sostiene che Hitler comprese l’importanza strategica dell’isola e l'”attacco a sorpresa” avrebbe potuto essere un successo.

“L’isola di Wight è separata dalla terraferma dal Solent, il rischio di forti contrattacchi inglesi era minore”. Secondo Forczyk, due divisioni tedesche potevano prendere l’isola che, in più, avrebbe potuto aumentare la fattibilità dell’Operazione Leone Marino.

“In primo luogo – afferma lo scrittore – l’artiglieria tedesca schierata sul lato nord dell’isola di Wight poteva bombardare la terraferma dal Solent e spingere la Royal Navy a ritirare le forze navali militari dalla base di Portsmouth.

“Secondo, l’occupazione dell’isola avrebbe garantito la Luftwaffe con 4 aeroporti civili molto vicini all’Inghilterra, alleggerendo i problemi causati dal numero limitato di caccia Bf-109 e fornendo un atterraggio di emergenza per velivoli danneggiati”.

Forczyk afferma che fu Hitler, personalmente, a suggerire l’sola come bersaglio e in seguito, il Fuhrer ammise che fu un errore lasciare che la marina lo dissuadesse dal mettere in atto il piano.

Lo storico dichiara che in due giorni 4.000 soldati potevano sbarcare sull’isola ed è probabile: l’Inghilterra aveva impegni militari in altri Paesi e Wight non sarebbe stata una priorità.

Ha poi aggiunto: “Se l’operazione non fosse riuscita, sarebbe apparsa come un raid e non come un’invasione. Se, invece, fosse andata a buon fine sarebbe stata utile alla propaganda e al valore tattico per continuare la battaglia contro la Gran Bretagna, nel 1941″.

Il Feldmaresciallo Alan Brooke, afferma lo storico, nel suo diario ha espresso la preoccupazione circa la possibilità dei tedeschi di poter invadere e, al contempo dubbi sulla capacità di resistenza delle forze inglesi.

La considerazione storica prevalente, quella approvata da Winston Churchill, era che l’Operazione Leone Marino non andò a buon fine poiché durante la Battaglia d’Inghilterra, la Luftwaffe non riuscì a ottenere la supremazia “aria” sulla Raf.

Forczyk, tuttavia, solleva il dubbio che i nazisti avrebbero potuto lanciare un attacco in un secondo momento, quando gli inglesi pensavano che la minaccia fosse terminata.

Afferma: “Quando tutto è stato detto e fatto, alla fine del settembre 1940, fu Hitler a deciso cosa sarebbe accaduto dopo e non Churchill”.

“Hitler aveva alleati, Churchill aveva rifugiati. Senza potenti alleati o capacità offensive di rilievo, la Gran Bretagna non aveva il potenziale per raggiungere gli obbiettivi di guerra da sola, mentre Hitler aveva gli strumenti per fare pressione politica su Londra per una pace negoziata.

“Nonostante l’impressionante difesa della RAF dello spazio aereo della Gran Bretagna, Hitler ancora aveva in mente il piano strategico di entrare nel 1941, non Churchill”.