Cronaca Europa

Aristocratici inglesi spie dei russi, c’era un settimo uomo, “è ancora vivo”. Ma la privacy…

Spionaggio Inghilterra, "il settimo uomo è ancora vivo". Giudice: Nome non pubblicabile

Aristocratici inglesi spie dei russi, c’era un settimo uomo, “è ancora vivo”. Ma la privacy…Nella foto del 1955 Kim Philby, il capo del gruppo di spie e numero due dello MI6, la “talpa” di Le Carré, tenne una conferenza stampa per dice che non era una spia e non era mai stato comunista. Pochi anni dopo si rifugiò a Mosca.

ROMA – Un giudice ha stabilito che l’identità di un uomo, che si ritiene sia collegato allo scandalo di spionaggio più famoso d’ Inghilterra, non potrà essere rivelata poiché si pensa che sia ancora vivo.  Nonostante gli storici lo ritengano il “settimo uomo” della rete di spionaggio di Cambridge, nel 1950, il giudice Peter Lane ha stabilito che il nome del sospetto non potrà essere rivelato finché è in vita, dato che i “rapporti personali potrebbero essere messi a rischio”.

La sua identità viene citata in una lettera conservata negli archivi nazionali del Kew, a Londra.  Gli storici hanno criticato la mossa di tenere segreto il nome e ritengono che “l’imbarazzo sociale” non è una buona ragione per coprire l’identità del traditore.

La rete di spionaggio includeva Kim Philby, un alto ufficiale reclutato dall’intelligence sovietica nel 1930. L’uomo, che ha tradito l’Inghilterra per anni, è responsabile della morte di alcuni agenti inglesi, è deceduto a Mosca nel 1988.

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Da allora, una serie di nomi sono stati associati a questa rete di spionaggio, tra cui Guy Burgess, Donald Maclean ed Anthony Blunt, divenuto poi il consigliere artistico personale della regina Elisabetta nel 1964.  Burgess è morto nel 1963, Maclean e Blunt nel 1983 e Philby nel 1988.

Altri nomi collegati alle spie includono l’ufficiale dell’intelligence Leo Long, il deputato Guy Liddell e il filosofo Ludwig Wittgenstein. un altro sospetto, citato nella lettera, è George Blake, agente sovietico evaso da una prigione inglese nel 1966. Blake, ora 93enne, vive a Mosca, ma il giudice Lane ha affermato che non si tratta del sospetto.

Il prof. Anthony Glees, direttore della sicurezza e docente di intelligence alla University of Buckingham , ha detto in un comunicato: “Qualora questa persona fosse un traditore, non si può usare il disagio sociale come scusa per non diffondere il nome. Credo che i traditori non vadano assolutamente protetti; è tempo di dare una spiegazione, di mettere in chiaro le cose. Philby non era un cosiddetto “pesce piccolo”, dobbiamo sapere la verità”.

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