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Assalto ai profughi in Germania: attaccati bus e ostello

BERLINO – Assalto ai profughi in Germania: a Bautzen un ex albergo che avrebbe dovuto ospitare dei rifugiati è stato dato alle fiamme, tra gli applausi degli abitanti del luogo. A Clausnitz, sempre in Sassonia, un pullman con una quindicina di profughi a bordo è stato circondato da un centinaio di persone che hanno gridato frasi xenofobe.

Entrambi gli episodi, sottolinea Tonia Mastrobuoni su la Repubblica, sono stati stigmatizzati dalla cancelleria ma molto meno dalla ultradestra di Alternative fur Deutschland (Afd), la cui leader, Frauke Petry, pur condannando l’episodio del “flash mob” contro il pullman, ha voluto sottolineare che “ci sono state dichiarazioni poco belle anche da parte dei richiedenti asilo, gesti col dito medio e qualche insulto”.

Mastrobuoni racconta su la Repubblica i dettagli dei due attacchi: sabato notte

“una trentina di persone hanno assistito ridendo, applaudendo, scandendo slogan razzisti all‘incendio doloso che ha semidistrutto un ex albergo riconvertito in centro di accoglienza per i profughi.

Secondo la Dresdner Morgenpost, ci sarebbero stati persino dei bambini tra gli spettatori: avrebbero partecipato ai cori e agli insulti contro i profughi, definendoli “scarafaggi”. I primi richiedenti asilo sarebbero dovuti arrivare a marzo: per fortuna al momento del rogo l’edificio era vuoto. Ma alcune persone avrebbero tentato a più riprese di impedire ai pompieri di spegnere il fuoco: tre ragazzi tra i 19 e 21 anni sono finiti ieri sotto indagine”.

Solo tre giorni prima si era verificato un episodio simile per gravità e violenza:

“A Clausnitz un pullman con una quindicina di profughi a bordo è stato circondato giovedì sera da un centinaio di persone che hanno gridato frasi xenofobe e “noi siamo il popolo”, storpiando lo slogan simbolo della rivoluzione pacifica del 1989. I richiedenti asilo, terrorizzati, si sarebbero rifiutati di scendere dal bus. All’arrivo della polizia, qualcuno ha filmato una scena aberrante: un ragazzino libanese di 15 anni, Luai, paralizzato dalla paura sui gradini del pullman, un poliziotto che lo prende per il collo, lo trascina a forza per cinque o sei metri, fino al centro di accoglienza. La polizia sassone ha persino giustificato il collega. Il bimbo sarebbe stato “molto più al sicuro”, nel centro, secondo il capo della polizia di Chemnitz, Uwe Reissmann. Il quale ha persino annunciato che potrebbero partire denunce “contro qualche passeggero”. Secondo Reissmann i migranti avrebbero filmato i manifestanti dal bus e alzato qualche dito medio”.

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