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Bruxelles: 5 sospetti in video, forse ancora in aeroporto

BRUXELLES – Attentati Bruxelles: caccia a 5 sospetti immortalati dalla videosorveglianza. E non è escluso che alcuni dei terroristi siano ancora all’interno dell’aeroporto. Una “vasta caccia all’uomo riguardante cinque sospetti individuati dalle immagini della videosorveglianza” è attualmente in corso a Bruxelles: lo afferma Claude Moniquet, l’esperto antiterrorismo di I-Télé, intervistato in diretta dalla capitale del Belgio. Nello scalo belga dove è avvenuto uno degli attentati, lo Zaventem, è stato ritrovato un kalashnikov e un ordigno inesploso.

Le autorità belghe temono ora che altri attacchi possano essere lanciati a Bruxelles o nel resto del Paese. Lo riportano diversi media locali sottolineando che al momento la principale preoccupazione è quella di soccorrere le vittime e mettere in sicurezza gli obiettivi sensibili. La zona delle istituzioni europee, dove si trova la stazione di Maalbeek, continua a essere isolata e sorvolata da un elicottero delle forze dell’ordine. Ci sono ancora persone imprigionate nella stazione.

La rivendicazione dell’Isis è arrivata a distanza di ore ma da subito si poteva intravedere nelle esplosioni la firma della sigla terroristica islamica. Impossibile non notare che i due attentati, all’aeroporto e alla metro, arrivano a 3 giorni dall’arresto di Salah Abdeslam: tutti lo davano in Siria, poi un’operazione congiunta di polizia francese e belga porta dritto a Molenbeek, periferia di Bruxelles. In barba a tutte le forze di polizia europee, Salah non si era mosso da casa sua dopo gli attentati di Parigi, lui unico attentatore sopravvissuto.

Non si era mosso dal quartiere-ghetto che evidentemente l’ha protetto per mesi. Chi l’ha protetto fino a 3 giorni fa è quindi lo stesso che oggi ha piazzato bombe nel metrò e si è fatto esplodere nello scalo internazionale, probabilmente per vendetta per quell’arresto. Zaventem è l’aeroporto da cui partono molti voli low cost per l’Europa ma anche voli a lungo raggio per gli Stati Uniti: le esplosioni, ad opera di kamikaze, sono avvenute pochi minuti dopo le 8 davanti ai banchi del check in per l’American Airlines, ulteriore suggestione per chi ora dovrà indagare su questa mattanza.

Chi si è fatto esplodere, ha quindi dovuto fare qualche passo oltre l’ingresso, lontano dai controlli di polizia per chi entra nei gate. Emerge il quadro di un’operazione paramilitare. Prima delle esplosioni ci sono stati degli spari, esplosi da persone che urlavano frasi in arabo. Bombe, spari, esplosioni anche nella metro, Allah Akbar, lo stesso film di Parigi: la strage su civili indifesi, presi a caso nel mucchio in un luogo affollato come può essere un aeroporto internazionale, la fermata della metro alle 8 di mattina.

 

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