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Attentati Bruxelles, italiani tra feriti: Farnesina conferma

ROMA – Attentati Bruxelles: ci sono feriti italiani. La notizia è stata confermata dalla Farnesina. Escluso invece che negli attacchi terroristici siano morti italiani.

Massima prudenza, evitare gli spostamenti e restare dove si è: queste, in sintesi, le raccomandazioni che l’ambasciata d’Italia in Belgio sta dando ai connazionali mentre proseguono gli accertamenti per individuare eventuali italiani rimasti coinvolti negli attentati. L’ambasciata è in costante contatto con le autorità belghe e si sta verificando negli ospedali se sono stati ricoverati degli italiani. Ma questa attività è complicata dall’impossibilità di comunicare con i telefonini e dallo stato d’emergenza in cui ancora operano gli ospedali.

Il Belgio tutto è in allarme: è stata persino evacuata una centrale nucleare dalle parti di Liegi e questo fa capire che livello di allerta ci sia. Zaventem è l’aeroporto da cui partono molti voli low cost per l’Europa ma anche voli a lungo raggio per gli Stati Uniti: le esplosioni, ad opera di kamikaze, sono avvenute pochi minuti dopo le 8 davanti ai banchi del check in per l’American Airlines, ulteriore suggestione per chi ora dovrà indagare su questa mattanza. Chi si è fatto esplodere, ha quindi dovuto fare qualche passo oltre l’ingresso, lontano dai controlli di polizia per chi entra nei gate. Emerge il quadro di un’operazione paramilitare: è stato trovato un terzo ordigno nello scalo, un giubbotto esplosivo fatto saltare dagli artificieri. Prima delle esplosioni ci sono stati degli spari, esplosi da persone che urlavano frasi in arabo.

Bombe, spari, esplosioni anche nella metro, Allah Akbar, lo stesso film di Parigi: la strage su civili indifesi, presi a caso nel mucchio in un luogo affollato come può essere un aeroporto internazionale, la fermata della metro alle 8 di mattina. Sotto attacco anche il centro della città e l’area dove si trovano gli uffici dell’Unione europea. Alle 9,15 si è sentita un’esplosione nella stazione di metropolitana Maelbeek a due passi dalle istituzioni europee. Un’altra esplosione alla Metro Schuman, sempre vicino alle istituzioni della Ue. Ci sono dei morti, 15. Salah è in carcere, destinato ad essere consegnato alla giustizia francese. Ma l’Europa, il cuore dell’Europa, non può permettersi di esultare e sentire sollievo. Il terrore è incistato dentro le nostre città, può rimanere sotto traccia per mesi ma in un momento imprevedibile può colpire con una potenza militare che non può essere organizzata in qualche giorno. E questo dovrà far pensare le autorità belghe ed europee. Le autorità intanto hanno portato il livello di allerta a 4, il massimo, lo stesso dei giorni successivi alla strage di Parigi. Bruxelles si accinge ad essere ancora una città paralizzata: è partita una caccia a 5 uomini individuati grazie ai filmati di videosorveglianza.

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