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Attentati Bruxelles: lo steward italiano, i testimoni metro

ROMA – “Sono vivo per miracolo, ho ancora le gambe che mi tremano”. E’ il drammatico racconto di uno steward italiano atterrato poco fa a Fiumicino, di ritorno da Bruxelles. “Proprio nel momento del decollo abbiamo sentito le esplosioni – racconta con la voce ancora tremante -. Sono passato nell’area coinvolta dalle esplosioni solo qualche minuto prima. Siamo terrorizzati”.

Intanto un altro testimone ha raccontato all’Ansa di aver visto una ventina di persone a terra dopo l’attacco alla metro di Maalbeek, senza essere in grado però di precisare se si tratta di morti o feriti. Tutto l’accesso a Schumann, l’arteria principale che porta alle istituzioni Ue è bloccato, ci sono una ventina di mezzi della polizia e ambulanze.

Almeno tre esplosioni. Celine, ancora sotto shock, racconta così i momenti di terrore alla stazione di di Maalbeek, dove si trovava al momento dell’attacco. “Ho sentito una prima esplosione – ha raccontato – ma non sono riuscita a capire se fosse a bordo di un vagone o alla stazione. Poi ho sentito altri due boati”. “C’era fumo ovunque, panico generale. Non si sapeva come uscire. Qualcuno riusciva a mantenere la calma e aiutava gli altri a venire fuori, qualcuno ha iniziato a gridare terrorizzato”. Molti persone sono state evacuate percorrendo i binari della metro fino alla vicinissima stazione di Schumann che è lì vicino.

Isis si vendica a Bruxelles con due bombe in aeroporto ed esplosioni nelle stazioni della metro di Maelbeek e Schuman. Decine i morti. Non c’è ancora una rivendicazione formale ma tutto porta a intravedere nelle esplosioni la firma della sigla terroristica islamica. Impossibile non notare che i due attentati arrivano a 3 giorni dall’arresto di Salah Abdeslam: tutti lo davano in Siria, poi un’operazione congiunta di polizia francese e belga porta dritto a Molenbeek, periferia di Bruxelles.

In barba a tutte le forze di polizia europee, Salah non si era mosso da casa sua dopo gli attentati di Parigi, lui unico attentatore sopravvissuto. Non si era mosso dal quartiere-ghetto che evidentemente l’ha protetto per mesi. Chi l’ha protetto fino a 3 giorni fa è quindi lo stesso che oggi ha piazzato bombe nel metrò e si è fatto esplodere nello scalo internazionale, probabilmente per vendetta per quell’arresto.

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