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Bruxelles, in pc terroristi piantina casa del premier belga

BRUXELLES – Il premier belga Charles Michel nel mirino dei terroristi. Non solo: il commando che ha fatto 35 morti a Bruxelles aveva una piantina dell’abitazione del primo ministro. E’ quanto rivela il quotidiano belga ‘L’Echo’, secondo cui foto e piantine del 16 rue de la Loi e del palazzo Lambermont (residenza del premier e sede del governo) sono state trovate in un computer abbandonato martedì scorso dai terroristi in un cestino dell’immondizia vicino all’appartamento di Schaerbeek da cui sono partiti in taxi i tre kamikaze verso l’aeroporto di Zaventem. Da allora sono state prese misure di sicurezza draconiane e le informazioni sono state trasmesse anche all’Fbi, riferisce L’Echo, data anche la vicinanza dell’ambasciata Usa.

Intanto emerge che il 16 marzo l’Fbi avvertì la polizia olandese sui precedenti penali dei fratelli El Bakraoui. Sei giorni dopo Ibrahim e Khalid El Bakraoui si sono fatti esplodere nei sanguinosi attentati di Bruxelles, rispettivamente all’aeroporto di Zaventem e nella metro di Maelbeek. A rivelarlo è il ministro della Giustizia olandese, Ard van der Steur, accendendo così uno scontro diplomatico tra le polizie di Belgio e Olanda.

Non solo, secondo il ministro olandese il giorno dopo (17 marzo) i due fratelli kamikaze furono al centro di una discussione tra le autorità belghe e olandesi. Ma la polizia belga nega. In un comunicato ufficiale si legge:

“Il 16 marzo 2016 la polizia giudiziaria federale non ha ricevuto alcuna informazione dell’ Fbi in relazione ai fratelli El Bakraoui. D’altra parte questo è stato confermato oggi dall’Fbi stesso alla Pfj” (la polizia federale belga, ndr).

“Il 17 marzo 2016 – prosegue il comunicato – ha avuto luogo una visita di lavoro di un membro della polizia olandese presso la Pfj. In occasione di quell’incontro sono state comunicate alcune informazioni sull’operazione condotta a Forest il 15 marzo. Durante quella discussione non è stata fatta alcuna menzione di informazioni che sarebbero state confidate dall’Fbi alla polizia olandese, come quest’ultima ha confermato oggi”.

Il ministro olandese ha inoltre spiegato che uno dei due fratelli, Ibrahim, era stato rinviato dalle autorità turche in Olanda il 14 luglio 2015, dietro sua richiesta. Grazie a Schengen, ha precisato, è possibile chiedere di tornare in qualunque Paese appartenente all’area di libera circolazione. I turchi hanno avvertito l’Olanda dell’espulsione, ma a quell’informazione non fece seguito alcuna azione: Ibrahim El Bakraoui non risultava in nessun registro di ricerca internazionale. Così dall’aeroporto di Schipol Amsterdam, ha potuto procedere indisturbato per la sua strada. Quel che è certo è che Ibrahim El Bakraoui figurava su una lista dell’antiterrorismo americano fin da prima degli attacchi a Parigi dello scorso 13 novembre. L’Fbi lo aveva messo sulla sua watchlist già dal 25 settembre. Che i due fratelli fossero stati segnalati in una lisa Usa era una informazione già circolata nelle scorse ore sui media statunitensi, non vi erano tuttavia indicazioni sui tempi. Restano inoltre sconosciuti ulteriori dettagli sulla tipologia di lista di cui si fa menzione.

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