Cronaca Europa

Attentato Barcellona, due settimane fa le minacce Isis alla Spagna

Attentato Barcellona, due settimane fa le minacce Isis alla Spagna

Attentato Barcellona, due settimane fa le minacce Isis alla Spagna

BARCELLONA – Risale a due settimane fa la minaccia di un attacco imminente in Spagna da parte dell’Isis. Secondo quanto riferisce Site, il sito americano di monitoraggio del terrorismo islamico, “i sostenitori dell’Isis avevano paventato la riconquista dell’al Andalus (il nome utilizzato dalla propaganda islamica per indicare la Spagna, ndr) e un attacco imminente”.

Con il termine al Andalus, in particolare, i terroristi jihadisti fanno riferimento all’antico nome delle terre iberiche, portoghesi e francesi dominate dai Mori fino alla fine del XV secolo, un po’ come per il termine “crociati” usato in altri video di propaganda jihadista.

Si tratta di richiami culturali che puntano ad una rivendicazione di pezzi di Europa che si ritengono tolti ai musulmani, come quello al “Corano seppellito dai crociati”.

Ma quella di due settimane fa non è la prima minaccia diretta alla Spagna. Il primo proclama in lingua castigliana risale al luglio del 2016, ed è un video sottotitolato, il primo nella storia del gruppo terroristico, che gli esperti credono sia stato prodotto direttamente in Spagna. In seguito altri filmati hanno fatto riferimento alla Spagna. Poi a maggio le minacce dirette:

“Uccideremo ogni infedele spagnolo che incontreremo nella nostra terra. Vi uccideremo nelle vostre città e nei vostri villaggi allo stesso modo in cui uccidete le nostre famiglie. Pagherete un prezzo molto alto”.

L’attentato compiuto a Barcellona giovedì 17 agosto è stato rivendicato dall’Isis con un comunicato pubblicato dalla agenzia Amaq in cui viene usata la formula standard tipica di queste rivendicazioni:

“Soldati dello Stato islamico hanno portato a termine l’operazione agli ordini del califfato contro i Paesi della coalizione” a guida Usa, impegnata in Siria e Iraq nella lotta all‘Isis. “La Spagna è la terra dei nostri avi e noi la riprenderemo con la forza di Allah”.

 

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