Cronaca Europa

Attentato Londra: 7 arresti a Birmingham, il suv è partito da lì

Attentato Londra: 10 arresti a Birmingham, il suv è partito da lì

Attentato Londra: 10 arresti a Birmingham, il suv è partito da lì

LONDRA – Raid notturno della polizia britannica a Birmingham dopo l’attentato di ieri, mercoledì 22 marzo, a Westminster, sede del Parlamento britannico. Reparti di Scotland Yard nella notte hanno perquisito un appartamento al piano superiore di un negozio poco ad ovest del centro della città inglese, attorno al quale le strade sono rimaste chiuse per diverse ore.

Secondo quanto è emerso, il suv utilizzato per l’attacco costato la vita a quattro persone (oltre all’attentatore), uno Hyundai i40, potrebbe essere stato noleggiato proprio a Birmingham. Sette persone sono state arrestate. Alcuni residenti della zona sostengono che l’appartamento perquisito a Hagley Road potrebbe essere quello dell’attentatore dell’attacco a Westminter, che in effetti risulta originario di Birmingham, una delle ‘capitali’ islamiche del Regno Unito.

Sono queste le ultime notizie che arrivano sulle indagini scattate dopo che mercoledì pomeriggio, alle 14:20 ora locale, un uomo a bordo di un suv si è lanciato sui passanti sul ponte che porta al Parlamento, ha sfondato il cancello e, armato di due coltelli, ha aggredito chiunque gli si è parato davanti. Tra loro un agente di 48 anni, Keith Palmer, rimasto ucciso nonostante i tentativi di salvarlo da parte del viceministro degli Esteri, Tobias Ellwood. 

Gli altri poliziotti hanno serrato le fila e aperto il fuoco, crivellando di colpi il terrorista. Il bilancio finale è di cinque morti, compreso l’attentatore, e 40 feriti, tra cui due donne italiane: una giovane di Bologna, rimasta lievemente ferita nel parapiglia sul ponte, e una donna di Roma, in condizioni critiche in ospedale.

L’attentato, compiuto ad un anno esatto dagli attentati alla metropolitana e all’aeroporto di Bruxelles,  non è stato ancora rivendicato. Il killer avrebbe agito da solo, ha dichiarato Scotland Yard, che fin dal primo momento dell’attacco ha parlato di terrorismo. L’allerta massima è scattata in tutto il mondo, da New York a Roma, dove il 25 marzo sono attesi i capi di Stato per l’anniversario della firma dei Trattati di Roma.

 

 

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