Cronaca Europa

Attentato Londra. La fuga del capo di Scotland Yard: polemiche e giustificazioni

Attentato Londra. La fuga del capo di Scotland Yard: polemiche e giustificazioni

Attentato Londra. La fuga del capo di Scotland Yard: polemiche e giustificazioni

ROMA – Attentato Londra. La fuga del capo di Scotland Yard: polemiche e giustificazioni. Oltre all’evacuazione ‘rocambolesca’ della premier britannica Theresa May dal Parlamento nei minuti dell’attacco terroristico di Londra, fa discutere anche la ‘fuga’ del capo di Scotland Yard ad interim, Craig Mackey, fra i primi a lasciare sotto scorta il palazzo di Westminster. Nel corso di una conferenza stampa i giornalisti hanno chiesto al responsabile dell’anti-terrorismo, Mark Rowley, perché il suo comandante non è rimasto sul posto e lui ha risposto seccato: “E’ frustrante sentire cose senza senso come queste da critici in poltrona”.

Parlando ieri fuori dalla sede di New Scotland Yard, riferisce il Daily Mail, a qualche chilometro di distanza dalla scena dell’attacco terroristico, Mackey aveva addotto una giustificazione che molti non hanno condiviso: “Sono stato personalmente testimone di parte degli eventi, incluso il tragico attacco al poliziotto Keith Palmer. Come ogni funzionario di polizia era mio obbligo assicurare le prove raccolte prima di riprendere il mio posto nella risposta all’attacco”.

Parole che non sono piaciute al precedente capo della polizia, Phil Flower: “Se sta lì deve affrontare la cosa. Direi che è obbligo di ogni funzionario di polizia rispondere immediatamente alla minaccia”.

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