Cronaca Europa

Barcellona. Dal Belgio giunsero informative sull’imam della strage alla polizia catalana

Barcellona. Dal Belgio giunsero informative sull'imam della strage alla polizia catalana

Barcellona. Dal Belgio giunsero informative sull’imam della strage alla polizia catalana

ROMA – Barcellona. Dal Belgio giunsero informative sull’imam della strage alla polizia catalana. Mossos de Esquadra, la polizia catalana, ha effettivamente ricevuto nel marzo del 2016 una comunicazione della polizia belga che chiedeva informazioni sull’imam di Ripoll, Abdelaqui Es Satty, ritenuto sospetto, ma avevano risposto che non c’era nulla contro di lui. Lo conferma oggi la stampa spagnola, dopo che ieri il ministro degli interni di Madrid José Manuel Zoido a Parigi aveva negato che la polizia spagnola fosse stata informata da quella belga.

All’inizio del 2016, la polizia belga e le autorità di Vilvoorde, cittadina a due passi da Bruxelles, chiesero alla Spagna informazioni riguardo a possibili collegamenti con il terrorismo su Abdelbaki es Satty, che voleva installarsi come Imam nel comune fiammingo, allora un focolaio dell’islamismo radicale. Es Satty è l’imam di Ripoll morto ad Alcanar nell’esplosione che ha distrutto la casa in cui i terroristi della Rambla e di Cambrils avevano stoccato oltre 120 bombole a gas, ed era l’ideologo della cellula catalana vicina all’Isis ora smantellata.

In un articolo che ‘apre’ il quotidiano El Pais cita il sindaco di Vilvoorde, Hans Bonte, secondo cui la Catalogna gli rispose l’8 marzo 2016 che l’imam non aveva precedenti legati al terrorismo. All’agenzia Efe, ripresa ampiamente da La Vanguardia online, lo stesso Bonte spiega che il primo ad avere sospetti su es Satty era stato un altro imam, quello della vicina città di Diegem, che voleva sapere se l’imam di Ripoll avesse precedenti penali.

L’atteggiamento decisamente radicale di es Satty stupì la stessa comunità musulmana di Vilvoorde che decise addirittura di espellerlo. “L’imam di Diegem è venuto a chiederci informazioni su di lui, mentre viveva a Vilvoorde – racconta Bonte -. Gli sembrava un uomo strano, che sosteneva di aver lasciato la Spagna perché lì non c’era futuro. Si autoproclamava imam, benché non avesse nessuno documento per confermarlo”. Es Satty, che era stato quattro anni in carcere per traffico di droga a Castellon tra il 2010 e il 2014, non ha mai voluto rispondere alle domande sul suo passato penale ed è poi ritornato a Ripoll, in Catalogna, nel 2016.

Imam non espulso perché non costituiva “una minaccia reale”. Un giudice spagnolo aveva annullato nel 2015 l’ordine di espulsione emesso nei confronti dell’imam di Ripoll Abdelaqui Es Satty, il capo della cellula terrorista della Rambla, considerando che non rappresentava un pericolo per la sicurezza pubblica. Lo riferisce El Mundo. Es Satty doveva essere espulso all’uscita dal carcere di Castellon dove aveva scontato una condanna a 4 anni per traffico di droga. Ma il suo ricorso era stato accolto dal giudice Pablo de la Rubia perché non costituiva “una minaccia reale”.

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