Cronaca Europa

Barcellona: l’autista del furgone della strage in fuga, un altro terrorista parla e accusa l’imam

Barcellona: l'autista del furgone della strage in fuga, un altro terrorista parla e accusa l'imam

Barcellona: l’autista del furgone della strage in fuga, un altro terrorista parla e accusa l’imam

ROMA – Barcellona: l’autista del furgone della strage in fuga, un altro terrorista parla e accusa l’imam. Uno dei terroristi, colui che guidava il furgone della strage, è ancora in fuga, ricercato dalle polizie di tutta Europa, un altro, unico superstite sopravvissuto all’esplosione del covo della cellula ad Alcanar, sta invece collaborando con gli inquirenti già da qualche giorno, svelando l’identità dei membri della cellula di Ripoll e il ruolo dell’imam Abdel Baki Essati nell’indottrinamento dei giovani musulmani alla causa jihadista.

Younes Abouyaaqoub, il conducente del furgone della strage ancora in fuga. Sono state pubblicate stamane dai media spagnoli le prime immagini del terrorista marocchino Younes Abouyaaqoub in fuga dopo la strage sulla Rambla. El Pais online pubblica tre foto del jihadista mentre si allontana dal luogo dell’attentato a piedi, con indosso gli occhiali da sole, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un’edicola dopo avere travolto la folla, facendo 13 morti e 134 feriti.

La caccia a Younes Abouyaaquoub, il terrorista alla guida del furgone che ha ucciso 13 persone sulla Rambla di Barcellona, è stata estesa a tutta Europa. Lo ha detto il ministro degli interni catalano precisando che, nel caso il killer sia riuscito a uscire dal territorio spagnolo, un mandato di cattura è stato trasmesso alle autorità degli altri paesi europei.

Younes Abauyaaqoub abitava a Ripoll come altri dieci componenti del commando. È per lui che adesso tutta la zona è piena di posti di blocco che appaiano tardivi. Ora che i nomi dei terroristi sono noti, così come i ruoli, andare a vedere l’appartamento in Calle Santa Magdalena 9 svela la geografia ristretta di questa tragedia. Vicino al letto, un libro in spagnolo con la copertina nera: «La vita del profeta Muhammad».

I ragazzi del commando erano vicini di casa. Amici e parenti. I fratelli Oukabir sono residenti nello stesso palazzo di Moahammed Hychami, abitano a un minuto dai fratelli Abauyaaqoub. Calle Gaudì. Calle Santa Magdalena. Un giardinetto in mezzo. Frequentavano tutti la stessa scuola di arti e mestieri. Sempre qui venivano a giocare a pallone alle cinque di pomeriggio. Anche il fratello di Younes Abauyaaqoub, di nome Houssaine, ha preso parte all’attentato. (Niccolò Zancan, La Stampa)

Un terrorista sta parlando. Uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta invece collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dell’imam Abdel Baki Essati nell’indottrinamento dei giovani musulmani di Ripoll. E’ quanto rivela stamane Repubblica. “L’uomo – scrive il quotidiano – si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, è originario di Melilla ed è l’unico sopravvissuto all’esplosione del covo della cellula ad Alcanar”.

Secondo quanto riferisce Repubblica, “solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all’interno di quella casa al momento dell’esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi. Di cui Mohamed ricorda bene l’identità, tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar”.

“Per tre giorni – prosegue ancora il quotidiano che cita una qualificata fonte di Intelligence – la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall’indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e, domani, martedì, comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell’Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perché i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell’indagine sulla strage della Rambla”.

To Top