Cronaca Europa

Barcellona, terrorista Mohamed Houli Chemal conferma: “Volevamo colpire la Sagrada Familia”. Rilasciato uno degli accusati

Barcellona, terrorista Mohamed Houli Chemal ammette: "Volevamo fare un attentato più grande"

Barcellona, terrorista Mohamed Houli Chemal ammette: “Volevamo fare un attentato più grande”

MADRID – “Volevamo colpire la Sagrada Familia”. Mohamed Houli Chemal, 21 anni, uno dei quattro presunti terroristi della cellula di Ripoll detenuti per l’attentato alla Rambla di Barcellona del 17 agosto, ha confermato davanti a un giudice a Madrid che i piani iniziali del gruppo prevedevano un attentato più vasto, con esplosivi, a Barcellona.

Interrogato da un giudice della Audiencia Nacional, Houli Chemal ha confermato che il primo obiettivo del gruppo di Ripoll era di colpire con un grande attentato con esplosivi la Sagrada Familia e altri monumenti.

Houli Chemal, rimasto gravemente ferito mercoledì notte nell’esplosione del covo della cellula a Alcanar, è stato il primo dei quattro ad essere interrogato. Secondo i media spagnoli ha risposto a tutte le domande del giudice.

Al termine dell’udienza, il giudice prende decisioni un pò inattese: solo per due di loro la custodia cautelare viene confermata a tempo indeterminato. Si tratta di Driss Oukabir – fratello di Moussa, ucciso a Cambrils – e lo stesso Mohamed Houli Chemlal. Il primo, Driss, ha cambiato versione rispetto a quando affermò, qualche ora dopo la strage alle Ramblas, che il suo documento di identità era stato rubato dal fratello terrorista Moussa: oggi ha ammesso di aver affittato lui il furgone bianco della strage, ma per scopi diversi da quelli per cui è stato poi usato. Il secondo, Chemlal, sta collaborando con la giustizia ed è una preziosa fonte per le indagini.

Viceversa, per Salah El Karib 34 anni, titolare a Ripoll di un centro internet da dove forse venivano effettuati pagamenti col Marocco, la custodia è stata per ora prorogata di sole 72 ore, per dar modo alla polizia di fare altre verifiche sui suoi legami con la cellula. Viene invece scarcerato per mancanza di solidi indizi Mohamed Aallaa, 27 anni, che era stato arrestato a Ripoll. Aallaa è fratello di Said Aallaa, il 19enne ucciso a Cambrils dagli agenti. Mohamed Aallaa risulta sì essere titolare dell’Audi sul quale viaggiavano i quattro terroristi volevano fare un secondo attentato nella località balneare a sud di Barcellona, ma ai giudici ha raccontato che la vettura era intestata a lui per motivi legati all’assicurazione, ma che a usarla abitualmente il fratello.

Nel frattempo la polizia marocchina ha arrestato un cugino di due dei fratelli presunti terroristi Mousa e Driss Oukabir, coinvolti negli attentati di Barcellona e Cambrils, il primo morto, il secondo in arresto. L’uomo, ufficialmente residente a Ripoll, in Catalogna, ma che in realtà vivrebbe a Nador in Marocco, è stato arrestato per apologia del terrorismo. Secondo Efe due persone sono state per ora arrestate in Marocco per possibili collegamenti con la cellula di Ripoll.

E le ultime notizie riguardano anche l‘imam di Ripoll, il marocchino Abdelbaki El Satty, indottrinatore e leader della cellula responsabile degli attentati in Spagna. L’uomo, infatti, avrebbe dovuto essere espulso nel 2015 all’uscita dal carcere, dove aveva scontato una condanna a 4 anni per traffico di droga. Un tribunale spagnolo aveva però accolto il suo ricorso contro l’ordine di espulsione e l’uomo è rimasto in Spagna.

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