Blitz quotidiano
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Bataclan, Jesse Hughes: “Prima del concerto, la polizia…”

PARIGI – Gli Eagles of Death Metal sono tornati sul palco dopo i fatti che li hanno resi tristemente noti al grande pubblico nella notte del 13 novembre 2015, mentre erano impegnati nel concerto al Bataclan. 130 morti, 89 solo nella sala spettacoli: il peggiore attentato terroristico jihadista in Europa. E su quella notte, ora, il cantante della band aggiunge un dettaglio inquietante: secondo quanto ha affermato, i terroristi erano all’interno del locale già prima del concerto.

Esattamente tre mesi dopo, la band statunitense è tornata a suonare davanti ai propri fan. L’occasione si è presentata a Stoccolma, dove la band hanno ripreso il tour interrotto dopo la strage, rinominandolo Nos Amis in onore delle vittime, “colpevoli” solamente di aver passato una serata all’insegna della musica. Jesse Hughes è il cantante della band, in prima linea quando sono cominciati gli spari e ancora tormentato dal ricordo.

Hughes, soprannominato The Devil, ha concesso un’intervista a Vanity Fair subito dopo aver concluso la sua performance: “Li cercavo tra il pubblico – dice -, quelli che mi volevano fare fuori. Ma dopo le prime canzoni mi sono rilassato, e la serata si è trasformata nel momento più bello degli ultimi tre mesi. Se chiudo gli occhi vedo un gruppo di ragazze sotto il palco, avevamo chiacchierato prima del concerto, da dietro le quinte le ho viste cadere a terra sotto le raffiche. Avrei voluto salvarle, ma non ho rimorsi: non avrei potuto fare nulla”.

In tema di rimorsi, però, Jesse ha un tarlo fisso in testa: “Due di loro, io e Shawn (il tecnico del suono, ndr) li abbiamo visti nel backstage prima che iniziasse lo spettacolo – racconta sempre a Vanity Fair -. Non so da quanto fossero nel locale, di certo erano già lì quando siamo arrivati. Li ho notati perché non corrispondevano, né nell’aspetto né nell’atteggiamento, alla mia idea del nostro pubblico. Uno dei due, poi, ci guardava storto, tant’è che con Shawn ci abbiamo scherzato su. Ma ho provato una strana sensazione di insicurezza… Ovviamente queste cose le abbiamo dette alla polizia”.

Eppure, il grande pubblico, questo dettaglio lo scopre soltanto oggi: i terroristi, al contrario di ciò che ci è sempre stato detto, per il cantante sarebbero già stati all’interno del Bataclan (e non avrebbero fatto irruzione a concerto iniziato, come invece le autorità hanno sempre sostenuto). Il sospetto, ora, è che le forze dell’ordine volessero coprire qualcosa.

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  • Samy Amimour, uno dei terroristi del Bataclan
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