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Brennero, barriera anti-immigrati entro due mesi

Brennero, barriera anti-immigrati entro due mesi. La decisione non piace però ai governatori del Tirolo austriaco, dell'Alto Adige e Trentino.

BOLZANO – Brennero, barriera anti-immigrati arriverà entro due mesi. È imminente la realizzazione al valico del Brennero di una sorta barriera per il controllo dei migranti. A scrivere della sua realizzazione è il giornale regionale austriaco Tiroler Tageszeitung. A volerla realizzare, quindi, sarà l’Austria.

Il quotidiano spiega come sarà: avrà una carreggiata stradale di controllo e dei container ai lati per la registrazione dei profughi. Una recinzione, secondo quanto racconta il giornale è stata esclusa per via della conformazione geografica del luogo.

Il governatore dell’Alto Adige Arno Kompatscher, in un talk show alla televisione austriaca ha commentato affermando che un eventuale blocco del Brennero “sarebbe per noi negativo”. “La caduta delle barriere al Brennero – ha sottolineato – è stata infatti una pietra miliare nella riunificazione delle parti separate del Tirolo” ha spiegato Kompatscher.

Come scrive l’Alto Adige

“Dovrebbero essere necessarie da otto a dieci settimane per dare seguito a eventuali disposizioni di Vienna su controlli di frontiera al Brennero. È quanto afferma il capo della polizia del Land austriaco del Tirolo Helmut Tomac. Tomac ha sottolineato che le decisioni in merito non spettano alle autorità regionali, bensì al Ministero degli interni di Vienna. ‘Nel momento in cui dovessero arrivare disposizioni da Vienna – ha spiegato – ci sarà bisogno di otto-dieci settimane per metterle in atto ed a quel punto i controlli potranno essere svolti a pieno regime’. Tomac ha aggiunto che eventuali controlli sarebbero estesi anche ai confini italo-austriaci della val Pusteria e della val Venosta. Il capo della polizia tirolese ha infine aggiunto che nei preparativi ci si potrebbe avvalere delle conoscenze degli esperti che hanno già provveduto ad allestire le strutture di controllo installate a Spielfeld, vale a dire al confine orientale con l’Ungheria, specificando però che – a differenza di quanto accaduto là, al Brennero ‘non si verificherebbero assembramenti di persone ed i flussi sarebbero indirizzati in maniera ordinata'”.

La decisione non piace però neanche al presidente del Tirolo austriaco che esorta insieme ai presidenti delle province autonome Alto Adige e Trentino ad esortare “i Governi a Roma e Vienna al varo di misure mirate” per far fronte alla crisi collegata ai flussi dei migranti, in modo da  “non può pregiudicare le conquiste europee raggiunte nell’area dell’Euroregione”.

E per far fronte al problema è stata fissata su questo tema, per lunedì 15 febbraio a Bolzano, una riunione della Giunta del Gect Euregio, l’organismo istituzionale che riunisce le tre regioni alpine. Scrive l’Alto Adige:

“Da anni siamo impegnati nel collegare più strettamente l’area del Tirolo storico e nel rendere invisibile la frontiera al Brennero. La problematica dei profughi non può mettere in discussione questi sforzi”, concordano i tre Presidenti Arno Kompatscher (Bolzano), Ugo Rossi (Trento) e Günther Platter (Tirolo). Nell’ambito del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, i tre governatori intendono attivarsi congiuntamente. Lunedì prossimo hanno fissato a Bolzano una riunione della Giunta del Gect per concordare alcuni passi comuni”.