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Brexit. Hammond stima un rallentamento della crescita Gb

GB, LONDRA – Il governo britannico stima un rallentamento della crescita a +2,2% nel 2016 e all’1,4% nel 2017 come effetto delle conseguenze della Brexit e rinuncia ai piani di surplus di bilancio fissati per il 2018 dal gabinetto precedente per far fronte alle nuove sfide “con flessibilità”.

Lo ha detto il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, nell’Autumn Statement, rivendicando comunque una crescita simile alla Germania e superiore ad altri grandi Paesi europei.

Hammond nel suo discorso al parlamento, in occasione della tradizionale revisione dei conti britannici di autunno, ha ammesso che il debito pubblico aumenterà nei prossimi anni per far fronte alla transizione verso la Brexit e per sostenere una serie di interventi a sfondo sociale (una decina di miliardi di sterline in più rispetto alle stime di marzo per il 2016, circa 15 in più per il 2017).

Mentre ha indicato stime di crescita del Pil in calo fino al 2018 incluso (sempre rispetto alle previsioni di marzo): con un +1,4 contro il precedente +2,2 per il 2017, e un +1,7 contro +2,1 per il 2018. Per poi tornare ad assestarsi agli stessi livelli delle stime pre-Brexit nel 2019 e 2020, in entrambi i casi al +2,1.

Per la prima volta ha inoltre indicato una previsione per il 2021, al +2%. Hammond ha comunque insistito sulla tenuta complessiva in questi mesi dell’economia del Regno Unito a dispetto dei timori di una recessione che i dati del Tesoro escludono, impegnandosi allo stesso tempo a mantenere “l’equilibrio di bilancio”