Blitz quotidiano
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Bruxelles, 50 infiltrati Isis in aeroporto. E agente sbronzo

BRUXELLES – Una cinquantina di infiltrati tra semplici simpatizzanti Isis e vere e proprie spie con tanto di sospetti viaggi in Siria. E addirittura un poliziotto che alle nove del mattino del giorno successivo all’attentato si presenta ubriaco alla riunione per il coordinamento dell’emergenza. Succede tutto nell’aeroporto di Bruxelles. E ancora una volta sotto accusa finisce la polizia e il sistema di sicurezza del Belgio che in più di un’occasione ha mostrato falle imbarazzanti.

Intanto, racconta Repubblica che nel primo pomeriggio di oggi 31 marzo è scattata una nuova operazione della polizia belga:

Un’operazione di polizia è in corso a Courtrai, nella provincia delle Fiandre Occidentali, in Belgio, nell’ambito delle indagini sull’attentato sventato in Francia. Secondo quanto riferiscono i media belgi, che citano la procura federale, il blitz sarebbe in connessione con il presunto jihadista 34enne Reda Kriket, arrestato la scorsa settimana a Argenteuil, vicino a Parigi. Nell’appartamento di Kriket erano stati trovati esplosivi del tipo TATP (il più usato dall’Is), kalashnikov e pistole.

Racconta l’agenzia Ansa: Nel personale dell’aeroporto di Zavntem ci sarebbero dei simpatizzanti dell’Isis nonché delle ‘spie’ inviate dallo Stato islamico mesi fa per testare la sicurezza dello scalo. L’accusa viene dalla polizia dell’ aeroporto, che ha scritto una lettera aperta alle autorità, secondo quanto riporta il sito online di Het Belang Van Limburg.

Sarebbero almeno 50 i simpatizzanti Isis in servizio nello staff di Zaventem, secondo la polizia che ha “continuamente denunciato la mancanza di sicurezza, ma nessuno ha ascoltato”. Tali persone erano note perché erano andate in Siria, e ora lavorano alla gestione dei bagagli, alle pulizie e ai duty free, lamentano i servizi di sicurezza.

Intanto si apprende che Salah Abdeslam è pronto a collaborare con le autorità francesi e non si oppone all’estradizione. Lo ha detto il suo avvocato oggi annunciando il rinvio al pomeriggio dell’udienza del tribunale di Bruxelles sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Francia.

Ma c’è dell’altro. A scriverlo è l’Adn Kronos ed è la storia di un poliziotto belga che il giorno dopo il disastro pensa bene di presentarsi al lavoro sbronzo. Alle nove del mattino:

Uno dei comandanti di polizia della regione di Bruxelles si presentò ubriaco alla riunione di emergenza, convocata subito dopo gli attentati terroristici del 22 marzo. Lo riportano vari media belgi, riferendo che l’ufficiale di polizia si presentò in ritardo al vertice al quale erano stati convocati i vari responsabili della sicurezza e non riuscì a rispondere alle domande che gli furono poste riguardo agli eventuali punti deboli nell’apparato posto sotto la sua responsabilità.

L’ufficiale venne quindi sottoposto ad un alcol test che rivelò un livello di 0,8 grammi/litro di alcol nel sangue rispetto al limite di 0,5 g/l. L’ufficiale, che ora rischia sanzioni disciplinari, fu invitato a riconsegnare la sua arma di servizio, fu poi accompagnato a casa.

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