Blitz quotidiano
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Bruxelles: aeroporto, metro…Come Parigi, più di Parigi

BRUXELLES – Bruxelles: un attacco pianificato, concertato, organizzato nei dettagli. Morti a decine, spari, uomini che si fanno saltare in aria: un esercito, un esercito fatto di terroristi che è capace di beffare tutte le misure di sicurezza messe in campo. Come Parigi, ma oggi possiamo dire: più e peggio di Parigi. Se il 13 novembre è stato un attentato inaspettato, questo 22 marzo di Bruxelles verrà ricordato come un orrore annunciato.

Venerdì scorso l’arresto di Salah Abdeslam a Moleenbek. Da 4 mesi lo davano per disperso, forse tornato nello Stato Islamico. Da quattro mesi le polizie europee lo davano quasi per perso. Poi qualcosa s’è mosso la scorsa settimana con i primi arresti, e infine venerdì. Un blitz sotto le telecamere e il pericoloso Salah, il terrorista più ricercato d’Europa, esce scortato dai militari da casa sua. Non si era mai mosso da quella Molenbeek che per questi 4 mesi l’ha protetto.

Alla luce dell’arresto di venerdì, la strage di martedì appare come una strage annunciata. Eppure ha colto una Bruxelles assolutamente impreparata, inadeguata, capace solo di organizzare i soccorsi a strage avvenuta. E non si tratta di un kamikaze isolato, ma di un’operazione di stampo militare, con una regia, come dire, “professionale”. Se il kamikaze isolato, il “pazzo”, può essere imprevedibile, più prevedibile è un’azione del genere che racconta tutta la nostra impotenza. Impotenza di fiutare, prevedere, neutralizzare un traffico di armi, un’organizzazione terroristica che si fa corpo militare.

Questa “rete” che si muove nelle nostre città, facendo nell’indifferenza dei “tour” in Siria per apprendere l’arte della strage, ci impone nuovi protocolli di sicurezza, nuovi metodi, nuovi linguaggi, che non siano solo limitati alla tragica conta dei morti del “dopo”. Non si sa ancora chi siano gli attentatori di Bruxelles ma potrebbero essere come Salah: nome e origine marocchina ma passaporto belga. Un cittadino europeo, nato e cresciuto in Europa, impossibile da espellere (espellere dove?): è questa la nuova sfida che attende l’Europa, tutta.

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