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Bullismo, Felix Alexander suicida dopo 7 anni di soprusi

LONDRA – Felix Alexander, di Worcester (Regno Unito), aveva solo dieci anni quando i bulli iniziarono a perseguitarlo. Lo chiamavano “femminuccia”, lo insultavano e lo picchiavano. Tutto perché non aveva mai visto un videogame, “Call of Duty: Modern Warfare”, che i genitori gli avevano proibito perché troppo violento.

Da allora per sette anni non ha avuto tregua. Non è bastato neppure cambiare scuola: con l’avvento dei social network i suoi aguzzini riuscivano a trovarlo ovunque lui fosse. E lo tormentavano.

Alla fine Felix si è piegato a quella violenza. Una mattina come le altre, il 27 aprile scorso, ha salutato i suoi genitori e i suoi due fratelli maggiori, Ben e Charlotte, per andare a scuola. Ma a scuola non è mai arrivato. Si è diretto alla stazione e si è gettato sotto un treno.

La mamma di Felix, Lucy, da allora non ha pace. E proprio in questi giorni ha scritto una lettera pubblicata da alcuni quotidiani britannici in cui si rivolge direttamente ai bulli, per cercare di far capire loro il male che fanno:

“Scrivo questa lettera perché ci sono tanti altri bambini come Felix che stanno lottando. La sua autostima era stata erosa, nel corso di un lungo periodo, dal comportamento dei bulli. È iniziato tutto con la cattiveria e l’isolamento e poi, con l’avvento dei social network, è diventato tutto crudele e opprimente. Persone che non avevano nemmeno mai incontrato Felix lo insultavano. Voglio cercare di far vedere ai bulli quali possono essere le conseguenze del loro agire sulle persone. Mi rivolgo anche agli insegnanti, che devono essere consapevoli dei pericoli del bullismo ed essere disponibili ad ascoltare. Faccio un appello ai genitori: non ci piace pensare che i nostri figli possano essere responsabili di gesti tanto crudeli, ma sono stati dei “bravi” ragazzi a provocare questo stato di angoscia in Felix”.

Ma soprattutto il messaggio di Lucy è questo: “Abbiamo una responsabilità collettiva e non possiamo permetterci di perdere altre giovani vite”.


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