Cronaca Europa

Burqa vietato in Austria: multe da 150 euro per chi si copre il volto

Burqa vietato in Austria: multe da 150 euro per chi si copre il volto

Burqa vietato in Austria: multe da 150 euro per chi si copre il volto

VIENNA – Burqa vietato in Austria dal primo ottobre. Il divieto riguarda tutti i luoghi pubblici e ogni violazione verrà sanzionata con una multa da 150 euro.

In realtà la legge, approvata lo scorso 8 giugno, non cita esplicitamente né il burqa né il niqab o altri abiti di certa tradizione islamica, ma semplicemente il volto coperto, come la legge antiterrorismo italiana varata durante gli anni Settanta. Il testo, infatti, vieta che i tratti del viso “vengano nascosti o velati con indumenti o altri oggetti, in modo da non essere più riconoscibili”.

Ma l’obiettivo resta proprio il velo integrale indossato da alcune donne musulmane, tanto che un volantino esplicativo in tedesco, inglese, turco e arabo distribuito nel Paese mostra proprio l’immagine di una donna con il volto coperto.

In difesa delle donne musulmane austriache si è schierato Rachid Nekkaz, un uomo d’affari e attivista politico, nato in Francia da genitori algerini, riferisce il Messaggero Veneto. Con il suo movimento Non toccate la mia Costituzione si è detto pronto a pagare tutte le multe che saranno elevate nei confronti delle donne che non osserveranno il divieto.

Ha già fatto lo stesso in Francia, Belgio e Paesi Bassi, spendendo 300mila euro. Lui non sarebbe a favore del velo, ma dice di voler difendere la libertà di religione.

Ma come sottolinea proprio Marco Di Blas sul Messaggero Veneto, 

in Austria donne con il volto completamente coperto quasi non se ne vedono. Abbiamo passato una mattinata nel Brunnemarkt di Vienna, affollato di bancarelle di ambulanti turchi, cui in tempi recenti si sono affiancati anche siriani. Abbiamo incontrato molte donne con il chador, ma nessuna con burka o niqab. Le uniche donne completamente velate le abbiamo intraviste nelle boutique e nelle gioiellerie del Graben e del “Goldenes Quartier”, nel cuore di Vienna. Erano quelle dell’Arabia Saudita o del Qatar, impegnate nello shopping di lusso. Forse per queste la polizia chiuderà un occhio, dato il loro contributo alla crescita del Pil austriaco?

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