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Byron Burger tradisce lavoratori clandestini. Scoppia la rivolta in Inghilterra

LONDRA – Un gruppo di attivisti ha infestato con locuste e scarafaggi Byron Burger, la catena di fast food inglese che impiegava clandestini irregolari e stava per tradirli consegnandoli all’Immigrazione. La rivolta è scoppiata dopo che è emerso che la catena di ristorazione complottava con il Ministero degli Interni per intrappolare i propri lavoratori, immigrati clandestini, in cambio dello stralcio di una maxi multa da 700 mila sterline.

Il fatto ha spinto i gruppi The Black Revs e del Malcom X Movement a boicottare la catena di ristoranti: venerdì sono scoppiate rivolte nei locali di Shaftesbury Avenue e Holborn a Londra.

I gruppi hanno scritto su Facebook:”La UK Border Agency sta offrendo degli accordi alle aziende che hanno lavoratori che non possono permettersi il soggiorno permanente o non sono in grado di mantenersi e così via. Abbiamo attuato il boicottaggio poiché contro la discriminazione. Chiediamo a tutti gli altri di continuare a protestare, picchettare e boicottare la catena di ristoranti. Abbiamo la sensazione che i ristoranti Byron saranno chiusi per alcuni giorni a causa delle disinfestazioni … Questo è solo l’inizio”.

La Byron Burger, aveva attirato il personale straniero a un falso incontro in cui si sarebbe parlato di una nuova ricetta sull’hamburger, ma in realtà era solo mirato a intrappolare i lavoratori immigrati clandestini, secondo quanto dichiarato da un cuoco della catena di ristoranti.

L’azienda finita sotto attacco, avrebbe anche comunicato ad altri componenti dello staff che dovevano frequentare un corso di formazione sui pericoli della cottura di hamburger al sangue, prima che gli agenti di frontiera facessero irruzione li interrogassero per diverse ore.

I consumatori ora sono in rivolta contro la catena e altre proteste si svolgono in tutta la Gran Bretagna, l’hashtag #BoycottByron è stato twittato migliaia di volte. Un gruppo, su Facebook, chiamato “Protest: shame on Byron – no one is illegal” ha in programma oggi una manifestazione davanti al ristorante di Holbon nel centro di Londra.

Una componente dello staff di cucina ha detto ai giornalisti del Guardian che quattro minuti dopo il suo arrivo, per l’incontro previsto alle 9,30, hanno fatto irruzione gli agenti dell’immigrazione.

“Hanno detto nessuno si muova, siamo dell’immigrazione, restate dove siete, poi hanno iniziato a chiamare e preso le persone che stavano cercando”. Un altro testimone, un cameriere, ha detto al giornale: “Sono arrivato al lavoro alle 10,30 per aprire il ristorante. Sono stato accolto da circa 15 agenti dell’immigrazione che parlavano con i miei colleghi”.

Un dipendente ha riferito al Daily Mail che al personale è stato chiesto di arrivare al lavoro alle 9,30 – nonostante la maggior parte dei ristoranti Byron aprano alle 11,30 – con la scusa di una riunione. Ma quando i lavoratori sono arrivati – in tutti i ristoranti di Londra – gli agenti hanno chiesto i documenti e iniziato a interrogarli.

Una fonte afferma:”I singoli ristoranti non sapevano nulla mentre i responsabili di area sapevano cosa stava per accadere, avevano già ordinato lo spostamento di persone da un ristorante all’altro”. 

Katie Bales, docente di diritto alla  University of Bristol nonché attivista coinvolta nella protesta, ha detto al MailOnline: “La messa in scena del falso incontro al fine di intrappolare i lavoratori immigrati clandestini, è inutile e moralmente riprovevole, in particolare per quanto riguarda Byron che ricava enormi profitti con i migranti, paga salari bassi e li sottopone a orari di lavoro imprevedibili”.

Nel frattempo i ministri sono nel mirino per aver rifiutato di sanzionare l’azienda, nonostante avessero più volte promesso un giro di vite sul problema degli stranieri che lavorano clandestinamente nel Regno Unito.

Nel 2014, sono state introdotte nuove leggi che prevedono 20.000 sterline di multa per ogni lavoratore clandestino e l’aumento della pena detentiva da due a cinque anni. La catena Byron Burger – nota per essere uno dei ristoranti preferiti dell’ex Guardasigilli George Osborne – in Gran Bretagna ha 56 punti di ristorazione con un totale di 1.300 dipendenti e nel 2014-15 ha registrato un utile di 5,5 milioni di sterline.

Nelle incursioni degli agenti dell’immigrazione sono stati trattenuti 35 lavoratori provenienti da Albania, Brasile, Messico, Nepal ed Egitto. Finora, 25 quelli che sono stati espulsi.

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