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Calais, Francia manda le ruspe a smantellare campo profughi

CALAIS – L’ultimatum sta per scadere: questa notte la polizia francese andrà con dei bulldozer a smantellare il campo di accoglienza per rifugiati di Calais noto come “la Giungla”. E’ questa la risposta al rifiuto di 1.500 immigrati di trasferirsi nei nuovi alloggi-container costati a Parigi oltre 20 milioni di euro. I rifugiati sostengono che siano simili ad un carcere, le autorità sottolineano che si tratta di alloggi piccoli ma dotati di riscaldamento, prese di corrente e bagni.

Nei giorni scorsi la polizia ha emanato una ordinanza di sfratto che scadrà questa notte, ma i “leader della comunità” della Giungla hanno fatto sapere di “declinare con rispetto l’invito delle autorità locali”. E se nulla cambierà nelle prossime ore i bulldozer francesi arriveranno a distruggere un terzo del campo.

Si tratta in particolare della zona in cui i migranti hanno eretto tende e hanno persino costruito dei negozi, una moschea e una chiesa. Una zona che però, secondo le autorità straniere, è più simile ad una bidonville che ad un campo di accoglienza.

Non la pensano così gli abitanti della “Giungla”, che in un comunicato stampa hanno dichiarato:

“Noi, il popolo unito della Giungla, Calais, con rispetto decliniamo la richiesta del governo francese di ridurre la grandezza della Giungla. Abbiamo deciso di restare dove siamo e resisteremo pacificamente ai piani del governo di distruggere le nostre case. Noi ci appelliamo alle autorità francesi e alla comunità internazionale affinché capisca la nostra situazione e rispetti i nostri fondamentali diritti umani”.

 

Lo smantellamento di parte del campo profughi di Calais potrebbe essere legato anche all’allerta terrorismo crescente. Nel settembre del 2015 proprio nella “Giungla” si nascose un uomo siriano affiliato ai terroristi del cosiddetto Stato Islamico.

 

 


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