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Calais, muro anti-migranti entro il 2016: il flusso dei clandestini FOTO

ROMA – I commercianti e gli agricoltori di Calais chiudono le strade per protesta contro il campo profughi chiamato la Giungla, Londra invece annuncia che entro l’anno costruirà un muro anti-migranti. Ma qual è il flusso migratorio dei clandestini in Europa? I migranti arrivano dal nord Africa e dal medio oriente passando per l’Italia, la Spagna e l’est Europa. La Francia d’altronde è il paese Ue che ha limitato Schengen, come anche Germania, Austria, Norvegia e Svezia. La Gran Bretagna invece è fuori da Schengen e si dichiara pronta a realizzare il muro, anche se c’è chi non è d’accordo ritenendolo uno spreco di soldi pubblici.

Alessandra Rizzo sul Secolo XIX scrive che il progetto del muro anti-migranti è stato ribattezzato come “La Grande Muraglia di Calais” e che sarà alto 4 metri e lungo circa un chilometro, lambendo i confini del campo profughi:

“La situazione a Calais si è accesa come sempre d’estate, quest’anno ancora di più in seguito alreferendum sulla Brexit, sul cui esito tanto hanno influito la paura dell’immigrazione e il desiderio di chiudere le frontiere. I ministri degli Interni inglese e francese si sono incontrati nei giorni scorsi in un clima di tensione. Circa 10.000 persone, per lo più provenienti da Africa e Medio Oriente, vivono in condizioni disperate nel campo, tra squallide tendopoli e rifugi di fortuna. Molti di loro rischiano la vita, e talvolta la perdono, nel tentativo di raggiungere Dover: undici morti solo quest’anno, secondo il gruppo umanitario Auberge des Migrants. Le autorità dei due Paesi denunciano tentativi continui di abbattere le recinzioni e aggirare i controlli, mentre i camionisti raccontano di aver paura per la loro incolumità. Lunedì scorso conducenti di Tir e agricoltori francesi hanno tenuto una manifestazione di protesta, bloccando una delle autostrade per Calais, per chiedere la chiusura della «Giungla». Parigi ha promesso di smantellare definitivamente il campo, ma non si sa se e quando lo farà davvero.

Le organizzazioni umanitarie hanno condannato il progetto del muro, ma a giudicare dalle prime reazioni l’idea non piace nemmeno ai camionisti. Per Ric Burnett, capo dell’associazione britannica del trasporto su strada, sarebbe stato meglio spendere i due milioni di sterline per aumentare le misure di sicurezza. Altri temono che migranti in fuga da conflitti e miseria cercheranno comunque di aggirare il muro, anche a rischio della vita.

Pure Vienna è sotto accusa dopo che il governo ha approvato un progetto che prevede un sostanziale stop alle richieste di asilo, respingimenti in «Paesi sicuri» e fino a 2200 soldati per controllare i propri confini. Il cancelliere Christian Kern ha assicurato che il decreto d’urgenza entrerà in vigore solo quando sarà raggiunto il limite di 37.500 richieste di asilo ammesse per quest’anno dall’Austria. La misura potrebbe comunque essere impugnata a livello legale. Secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), Christoph Pinter, il provvedimento «romperebbe un tabù e significherebbe una rinuncia al diritto d’asilo in Austria». Pinter ha inoltre espresso il timore che «altri Paesi europei seguano l’esempio»”.

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