Cronaca Europa

Charlie Gard, genitori e ospedale in stallo. Giudice: “Tempo fino a mezzogiorno di giovedì”

Charlie Gard, genitori e ospedale in stallo. Giudice: "Tempo fino a mezzogiorno di giovedì"
Charlie Gard, genitori e ospedale in stallo. Giudice: "Tempo fino a mezzogiorno di giovedì"

Charlie Gard, genitori e ospedale in stallo. Giudice: “Tempo fino a mezzogiorno di giovedì”

LONDRA – E’ stallo tra i genitori del piccolo Charlie Gard e il Great Osmond Street Hospital di Londra che lo ha in cura. Il giudice Francis dell’Alta Corte di Londra ha dato l’ora un ultimatum: hanno tempo fino a mezzogiorno (le 13 in Italia) di giovedì 27 luglio per mettersi d’accordo su dove far trascorrere al bambino i suoi ultimi giorni di vita.

Se non raggiungeranno un’intesa Charlie sarà trasferito in un hospice, un centro di assistenza per malati terminali, dove sarà interrotta la ventilazione artificiale. Lo scrivono i media britannici.

Ad oggi, mercoledì 26 luglio, nessun accordo è stato ancora trovato. Connie Yates e Chris Gard, hanno comunque fatto sapere all’Alta Corte di Londra, di cui si attende un pronunciamento, di accettare l’idea di non poterlo assistere in casa, accontentandosi invece della soluzione di un centro assistito dove potergli stare vicino fino al suo ultimo respiro.

L’avvocato della famiglia Gard ha fatto inoltre sapere che diversi infermieri del Great Ormond Street Hospital di Londra dov’è ricoverato gli hanno offerto assistenza volontaria se si decidesse per il centro.

Ieri, il giorno dopo l’annuncio di aver rinunciato ad una cura sperimentale all’estero per il bimbo di undici mesi, affetto da una rara malattia degenerativa, la coppia aveva espresso il suo “ultimo desiderio”: che Charlie potesse trascorrere le sue ultime ore a casa. Ma l’ospedale dove è ricoverato ha posto dei dubbi sul suo trasferimento.

In particolare, l’ospedale londinese dove Charlie è tenuto in vita in modo artificiale ha spiegato, tra le altre cose, che il bimbo respira con una ventilazione invasiva per spingere aria nei polmoni e tale trattamento può essere fornito soltanto in una struttura sanitaria. La rappresentante dell’ospedale, Katie Gollop, ha anche reso noto che i coniugi Gard avrebbero rifiutato “tutta una serie di offerte di mediazioni, per motivi che non conosciamo”.

Tra le opzioni alternative al ritorno a casa, lo stesso Great Ormond ha suggerito un istituto per malati terminali. La famiglia Gard dal canto suo era tornata ad accusare il Great Ormond Street e la giustizia britannica, perché avrebbero scelto al posto loro di dire basta alle cure già diversi mesi fa, consumando il tempo per tentare altre strade.

In ogni caso, si è ora arrivati alle battute finali di una vicenda che ha commosso il mondo e ha diviso le coscienze. E sia che Charlie muoia in casa o in ospedale, il finale sarà ancora più amaro. Perché il piccolo smetterà di respirare quasi certamente poco prima del suo primo compleanno, che cade il 4 agosto prossimo.

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