Cronaca Europa

Charlie Gard, ok della Corte: medico Usa potrà esporre benefici cura

Charlie Gard, ok della Corte:  medico Usa potrà esporre benefici cura

Charlie Gard, ok della Corte: medico Usa potrà esporre benefici cura

LONDRA  Il giudice della corte Suprema stronca quello che ha definito uno sterile dibattito pubblico intorno al caso Charlie Gard, rafforzato dall’intervento del Papa e di Trump e comunica ai genitori che il piccolo potrà andare negli Usa per il trattamento sperimentale solo se la nuova prova dimostrerà che non è “inutile”.

I genitori di Charlie, Connie Yates and Chris Gard, hanno pregato il giudice Nicholas Francis di lasciare che il figlio sia sottoposto al trattamento o al Bambin Gesù a Roma o negli Usa e hanno detto: “Lo amiamo più della nostra vita”.

Il giudice, che in precedenza aveva sostenuto la decisione del Great Ormond Street Hospital, ha dichiarato:”Tutti vogliamo ciò che è il meglio per Charlie. Se importanti e nuove prove dimostreranno che devo cambiare la mia decisione, la cambierò”. La battaglia di Charlie ha scatenato una campagna a livello globale, ci sono stati gli interventi del Papa e di Trump, una petizione firmata da 800.000 persone e raccolto 1,3 milioni di sterline da utilizzare per il trattamento che viene negato.

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Gli avvocati che rappresentano i genitori di Charlie, all’udienza hanno detto che in America, lo stop al trattamento sperimentale suscita pubblica preoccupazione rispetto all’intrusione sui diritti dei genitori. Il giudice Francis ha replicato: “I commenti di chi non sa nulla del caso sono inutili”, aggiungendo che la Corte “non interferisce nei diritti dei genitori ma sostiene quelli dei minori”.

Come sempre, i genitori di Charlie sono arrivati all’Alta Corte con il peluche preferito del piccolo. Era la loro ultima occasione per fornire la prova che il figlio deve essere sottoposto al trattamento. Fuori dal Tribunale, mentre l’udienza iniziava, aderenti all'”Esercito di Charlie” hanno intonato slogan di sostegno ai genitori e i tassisti e i camionisti hanno risposto alla loro richiesta di suonare il clacson per Charlie.

I manifestanti hanno mostrato cartelli con su scritto: “Date a Charlie una possibilità” e “Diamine, dite la verità”. Il giudice Francis ha aperto l’udienza annunciando: “Voglio che i genitori sappiano che un gran numero di persone hanno lavorato sodo per l’interesse di Charlie e il suo benessere, per tutti noi è la principale preoccupazione anche se approcciata in modi diversi”.

Grant Armstrong, avvocato leader della squadra legale dei genitori di Charlie, ha sostenuto che la coppia ritiene di avere nuove prove. Il piano è che l specialista Usa che ha proposto la terapia sperimentale, possa collegarsi dall’America così da offrire la prova.

Armstrong ha affermato che a giudizio del medico americano, c’è un 56% di possibilità di miglioramento muscolare e un 90% che il farmaco abbia effetto sul cervello del bambino. “Non è un fatto marginale ma un’importante opinione scientifica” e ha aggiunto che i genitori contestano la conclusione della corte, ossia che il cervello di Charlie sia irrimediabilmente danneggiato. Il giudice ha dichiarato: “Ho reso chiaro che accolgo nuove prove, ma non voglio riaprire problemi già trattati” e che è nell’interesse di tutti “risolvere rapidamente il problema, andato avanti ormai troppo a lungo”.

“Ciò che i suoi clienti devono capire, Mr Armstrong, è che ho definito la legge in modo chiaro, come stabilito dalle Corti superiori in un considerevole arco di tempo. E’ questa la legge da applicare nel presente caso, non una diversa”, ha osservato il giudice in riferimento all’interesse suscitato negli Usa.

I medici affermano che il corpo di Charlie è cresciuto, ma non la testa: un fatto contestato dai genitori che hanno 48 ore di tempo per fornire la misura della circonferenza. “Charlie, prigioniero dallo Stato britannico, se la famiglia fosse ricca sarebbe libero di spostarsi per la terapia sperimentale ma è affidato alle cura del sistema sanitario nazionale ed è intrappolato, non possono nemmeno portarlo a casa per morire”, ha dichiarato Alasdair Seton-Marsden, portavoce dei genitori.

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