Cronaca Europa

Charlie Gard, Papa Francesco sta coi genitori e il Bambin Gesù si offre di accogliere il neonato incurabile

Charlie Gard, Papa Francesco sta coi genitori e il Bambin Gesù

Charlie Gard, Papa Francesco sta coi genitori e il Bambin Gesù

LONDRA – L’ospedale Bambin Gesù di Roma si propone di ricevere Charlie Gard dopo che Papa Francesco si è schierato a favore dei genitori del neonato incurabile: “Ho chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale. Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi sono terapie efficaci”. Così la presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc. “Siamo vicini ai genitori nella preghiera e, se questo è il loro desiderio, disponibili ad accogliere il loro bambino presso di noi, per il tempo che gli resterà da vivere”. Charlie è il neonato affetto da una grave patologia, che i genitori volevano portare negli Stati Uniti perché fosse sottoposto a una terapia sperimentale. La loro richiesta era stata però respinta dalla Corte Europea di Strasburgo, che aveva ordinato di staccare la spina al neonato.

“‘Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo’. Le parole del Santo Padre, riferite al piccolo Charlie, ben riassumono la mission dell’ospedale Bambino Gesù”, sottolinea Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico romano che è di proprietà della Santa Sede.

Questo il messaggio di Papa Francesco sull’argomento: “Il santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”, ha dichiarato questa il direttore della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke.

Al piccolo Charlie, colpito da una malattia classificata come incurabile, è stato deciso di staccare le macchine che lo assistono, ma i genitori Chris Gard e Connie Yates sono contrari e nei giorni scorsi è stato concesso loro ancora un po’ di tempo. La Chiesa si schiera dunque al fianco dei giovani genitori, al centro di una battaglia legale che li ha visti sconfitti. La coppia avrebbe voluto provare a sottoporre il figlio a una terapia sperimentale negli Usa, nell’estremo tentativo di salvarlo. Un invito alla famiglia è arrivato oggi anche dalla Cei. “Le strutture cattoliche, come il Gemelli o il Bambin Gesù, o altre strutture simili, sarebbero ben disposte ad accogliere questo fanciullo per potergli dare vita”, ha dichiarato don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e membro della Pontificia commissione per le strutture sanitarie.

“Mi chiedo – ha aggiunto il sacerdote – perché ci debbano essere dei luoghi nei quali, la vita quando è così fragile, non possa essere altrettanto curata e custodita?”. “Da parte della comunità cristiana non c’è solo una dichiarazione di solidarietà, c’è anche un intento concreto, per quanto permesso fare, di poter restare vicini a questa famiglia. E qualora chiedessero un aiuto più concreto, offrirlo” ha concluso. Infine, di Charlie ha voluto parlare nel corso dell’omelia anche il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia:”penso alla vita fragilissima del piccolo Charlie Gard – ha detto – a cui va tutta la nostra attenzione, riflessione e preghiera. Come ha detto papa Francesco ‘la vita si difende sempre anche quando è ferita dalla malattia’. Non esiste una vita non degna di essere vissuta. Altrimenti è la ‘cultura della scarto'”.

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