Cronaca Europa

Charlie Gard, una speranza dagli Usa: in arrivo un farmaco sperimentale

Charlie Gard, una speranza dagli Usa: in arrivo un farmaco sperimentale

Charlie Gard, una speranza dagli Usa: in arrivo un farmaco sperimentale

LONDRA –  Una speranza per il piccolo Charlie Gard, e soprattutto per i suoi genitori, arriva dagli Stati Uniti. Un ospedale di New York, il Presbyterian Hospital, è pronto a inviare a Londra una terapia sperimentale per tentare di allungare la vita del bimbo inglese di 11 mesi affetto dalla sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una rara e gravissima malattia considerata incurabile.

L’ospedale americano si è anche offerto di accogliere il piccolo Charlie, ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra, qualora si risolvessero gli “ostacoli legali” che sono emersi nei giorni scorsi anche nei confronti del Bambin Gesù di Roma.

La notizia arriva nel giorno in cui il presidente americano Donald Trump dovrebbe fare pressioni sulla premier britannica Theresa May nel corso di un incontro bilaterale al G20 di Amburgo dove le chiederà di intervenire per evitare che i medici inglesi stacchino la spina a Charlie.

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I medici di Londra si erano già espressi in proposito affermando che qualsiasi tipo di terapia sperimentale oggi esistente non può aiutare il piccolo che continuerebbe a soffrire. I colleghi di New York stanno comunque cercando di fare pressione offrendo non solo la disponibilità ad inviare la terapia ma anche la propria consulenza diretta al centro pediatrico inglese.

Prima dell’eventuale invio del protocollo di cura nel Regno Unito è necessaria comunque l’approvazione da parte dell’americana Food and Drug Administration (FDA), che vista però la grande attenzione attorno al caso dovrebbe arrivare in tempi rapidi.

Alcuni esperti della Columbia University, l’ateneo associato all’ospedale, hanno sottoposto a una terapia sperimentale un bambino di Baltimora, Art Estopinan, che soffre di una forma simile ma meno grave della malattia con cui è nato il bimbo britannico. I genitori di Art hanno detto al New York Times di esser stati contattati da quelli di Charlie. Ad Art erano stati dati due mesi di vita quando a 18 mesi gli fu diagnosticata la sindrome che ha colpito Charlie.

La terapia non è approvata dalla FDA ma può essere richiesta e autorizzata caso per caso per ragioni umanitarie. Art ha adesso sei anni e non può camminare ma muove mani e piedi. Respira assistito da un ventilatore, è nutrito artificialmente e ha bisogno di assistenza a24 ore su 24. I genitori Estopinan hanno detto di aver accettato di uscire allo scoperto perché’ “convinti che Charlie debba avere una chance” e perché ritengono che “ci sia speranza”.

 

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