Cronaca Europa

Cosa fare in caso di attentato terroristico: le linee guida

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Cosa fare in caso di attentato terroristico: le linee guida

LONDRA – Dopo l’eroico intervento del deputato tory Tobias Ellwood, che ha cercato di salvare la vita al coraggioso poliziotto Keith Palmer, il Daily  Mail pubblica una guida base per prestare primo soccorso alle persone ferite.
PENSATE A VOI STESSI
La prima cosa da fare è assicurarsi che non si è in pericolo, dice Emma Hammett, un’ex infermiera A&E e fondatrice del First Aid for Life. Non appena si è al sicuro, chiamare il numero per le emergenze e soltanto dopo essersi accertati di essere al riparo da qualsia ulteriore attacco, è possibile prestare soccorso alle persone ferite.
INIZIARE CON I PIU’ TRANQUILLI
“Le vittime che gridano hanno chiaramente le vie respiratorie libere. Sono i più silenziosi ad avere bisogno di assistenza e dovrebbero essere soccorsi per primi”, osserva Emma.
PRENDERSI CURA DEI BAMBINI
I bambini hanno minor volume ematico e possono sanguinare più rapidamente rispetto agli adulti, arrivare al decesso, per cui è indispensabile intervenire rapidamente. Inoltre, hanno una capacità polmonare limitata, il che rischia di creare danni letali ai polmoni.
CONFORTARE E RASSICURARE
“E’ un aspetto molto importante del primo soccorso”, spiega Joe Mulligan della Croce Rossa britannica. “La rassicurazione è indicata come un atteggiamento che arreca benefici alle persone. Dite che stanno arrivando i soccorsi, che rimarrete insieme a loro finché non sarà tutto a posto. Fiducia in voi stessi e non abbiate timore di mostrare compassione”.
ATTENZIONE CON LE FERITE ALLA TESTA
In primo luogo, accertarsi che il paziente respiri. In caso contrario, assicurarsi che le vie respiratorie siano libere e praticare la rianimazione cardiopolmonare (RCP).
Se respira, va tenuto presente che ferite alla testa che sembrano lievi possono peggiorare rapidamente e far perdere conoscenza. “Se appaiono storditi e confusi, potrebbero avere una lesione cerebrale. Fate sedere le persone, aiutatele a mantenere la calma fino all’arrivo dei soccorsi”, spiega Alan Weir, direttore del St John Ambulance.
“Non lasciatevi scoraggiare da eventuale aggressività che subentra dopo un trauma cranico, può essere sintomo di un’emorragia al cervello”.

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