Cronaca Europa

Cristopher Steele in fuga dopo il dossier su Trump: riappare a Londra

Cristopher Steele in fuga dopo il dossier su Trump: riappare a Londra

Cristopher Steele in fuga dopo il dossier su Trump: riappare a Londra

LONDRA – La spia che venne dal freddo: l’ex agente MI6 Cristopher Steele, l’uomo dietro al “dossier sporco” su Donald Trump, dopo due mesi di “fuga” è improvvisamente riapparso a Londra.

Steele, 52 anni e 3 figli, dopo il crollo dell’Unione Sovietica per 20 anni è stato una spia a Mosca, l’11 gennaio scorso è praticamente fuggito dalla sua abitazione nel Surrey, del valore di 1,5 milioni di sterline e, fino alla scorsa settimana, i vicini provvedevano a nutrire i suoi tre gatti, spiega il Daily Mail.

L’ex spia, che “temeva per la sua vita”, è stato costretto a nascondersi ma Donald Trump aveva affermato che era solo per evitare che gli chiedesse spiegazioni sulle bizzarre affermazioni riguardanti il dossier sulla sua vita sessuale, tra cui accuse di aver organizzato un’orgia a Ritz Carlton di Mosca.

Sembra che l’attuale capo MI6 Sir Alex Younger, quando Steel ha accettato di svolgere l’incarico che ha messo in serio imbarazzo i servizi segreti britannici, fosse furibondo. Ma nei giorni scorsi, per la prima volta, l’ex agente è stato visto mentre parlava ai media e ha posato per alcune foto della Press Association. Ha rivelato che sta lavorando di nuovo nel suo ufficio dell’ Orbis Business Intelligence, a Londra, fondata con l’ amico Burrows dopo aver smesso l’attività di spia. Nel tentativo di mettere la parola fine allo scandalo, davanti al suo ufficio ha detto:

“Sono molto contento di essere nuovamente qui, ora mi sto concentrando al massimo nella nostra società a Londra e voi ringraziare chi, nelle ultime settimane, mi ha mandato dei messaggi di sostegno. Ma non rilascerà ulteriori dichiarazioni o commenti”.

La vita segreta di Steel come spia, non è emersa fino al momento del dossier su Trump che, a gennaio, ha scatenato uno scandalo internazionale. Nel dossier c’erano dichiarazioni infondate e inverosimili su Trump che guardava le prostitute mentre si esibivano nella “pioggia dorata” nella suite presidenziale del Carlton di Mosca e il video sarebbe custodito dall’unità blackmail del Cremlino.
Accusato di essere la talpa, Steele fu costretto a nascondersi.

Il dossier di 35 pagine è stato bollato da Trump come “falso”, “falso” e “falso” e il presidente Usa ha insinuato che a far trapelare la notizia fosse stata l’intelligence americana, per danneggiare la sua reputazione prima dell’insendiamento a gennaio. Ha definito Steele una “spia fallita”, impiegata da “operatori politici spregevoli”, e che era scomparso per timore di “essere citato in giudizio” ma dagli amici, Steele, è paragonato a James Bond, un autentico 007.

Come il più famoso degli agenti segreti infatti ha studiato a Cambridge ma Steele nutre una profonda avversione per Putin e il Cremlino perché ignorano le regole dello spionaggio, ha spiegato di recente Nigel West, suo amico ed esperto d’intelligence. West ha detto alla NBC:

“Putin ha evidentemente scavalcato regole e convenzioni per cui le agenzie di intelligence non attaccano a vicenda il personale”.

Lo scandalo ha causato una grave frattura con il MI6, il cui boss era così furioso da credere che Steel fosse stato un “idiota” ad accettare l’incarico. Secondo alcuni recenti report, Steele è stato contattato dalla Commissione per l’Intelligence del Senato Usa, per testimoniare sull’ indagine riguardante i presunti legami tra Trump e la Russia, emersi nei mesi successivi al dossier, e per cui Michael Flynn è stato costretto a dimettersi da Consigliere per la Sicurezza Nazionale, dopo aver dato informazioni fuorvianti sui suoi incontri con l’ambasciatore di Mosca prima dell’insediamento di Trump.

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