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Danimarca, sopra 1300€ tolti soldi a profughi: risarcimento

COPENHAGEN – Danimarca, sopra 1300 € tolti soldi a profughi: risarcimento. Dopo mesi di scontro politico, di defezioni, di critiche da Onu, Unione Europea e organizzazioni per la difesa dei diritti umani la Danimarca ha tirato diritto e ha approvato, a larga maggioranza, la norma che consente il sequestro di beni di valore superiore ai 1300 euro ai richiedenti asilo.

Un “risarcimento” nell’ottica danese: ospitare, accogliere e assistere i migranti costa tanto. Soprattutto in un Paese che ha un sistema di welfare efficiente e costosissimo retto però da una pressione fiscale alta su redditi alti. Welfare che rischia di collassare in caso di massiccio arrivo di profughi che chiedono assistenza. E forse, in questo senso, non è del tutto casuale che 1300 euro sia il “reddito di solidarietà”, il sussidio minimo che il Paese garantisce ai disoccupati.

Così ieri 26 gennaio la legge è stata approvata con 81 voti favorevoli, 27 contrari e un astenuto. La norma esclude dalla possibilità di sequestro oggetti di “valore affettivo”. Ma resta controversa, discussa e discutibile. Spiega Repubblica:

Nella versione finale del testo, sono esclusi dalla possibilità di confisca gli oggetti “di valore affettivo speciale” ed è stato triplicato a 10mila corone danesi (pari a circa 1.340 euro) il valore minimo di denaro e beni a partire dal quale è possibile sequestrare (inizialmente il tetto minimo era stato fissato a 3mila corone). A livello nazionale il progetto è stato criticato da formazioni di sinistra, ma anche all’interno del partito liberale (che ha perso l’appoggio di un eurodeputato) e di quello socialdemocratico (di cui tre parlamentari avevano annunciato che avrebbero votato contro).

Ha formalmente protestato Amnesty International. Più morbida, invece l’Europa. Secondo la Commissione Ue, infatti,  la confisca dei beni ai richiedenti asilo “è compatibile” con la normativa internazionale “solo se è proporzionata e necessaria”. Sempre secondo la Commissione Ue la Danimarca ha l’obbligo di rispettare le normative europee anche se mantiene il suo opt-out rispetto all’Ue per il settore di Giustizia e Affari interni.