Cronaca Europa

Eder Guidarelli, 1500 km per andare a Valencia ad ammazzare il miglior amico. Per una donna

Eder Guidarelli, 1500 km per andare a Valencia ad ammazzare il miglior amico. Per una donna

Eder Guidarelli, 1500 km per andare a Valencia ad ammazzare il miglior amico. Per una donna

ROMA – Eder Guidarelli, 1500 km per andare a Valencia ad ammazzare il miglior amico. Per una donna. Eder Guidarelli ha preso la macchina della sorella, ha guidato ininterrottamente per 1500 km da Ferrara per raggiungere Valencia, ha aspettato sotto casa il suo ex migliore amico Marcello Cenci, infine lo ha strangolato a morte con un laccio in una buia calle. Quindi è ripartito verso casa prima di essere fermato al confine di Ventimiglia.

Perché tutti, a cominciare dalla Polizia, sapevano dell’ossessione di Eder, di quella gelosia senza rimedio nei confronti di Marcello per cui era stato riconosciuto stalker da un tribunale: prima del fatale strangolamento sono state almeno tre le aggressioni, al punto che Marcello si era dovuto trasferire in Spagna dove lavorava come barista.

Erano cresciuti insieme Eder e Marcello, le famiglie si conoscono da sempre, si volevano bene almeno fino a quando qualcosa, forse poco più che nulla, era successo tra Marcello e la fidanzata di Eder. Di qui in poi un odio sordo, irriducibile da parte di Eder, ragazzo di origini brasiliane adottato dalla famiglia ferrarese dei Guidarelli.

L’ultimo caso risale a fine 2016. Il padre di Cenci allora aveva già raccontato che il figlio era stato aggredito già nell’agosto 2016 a Pontelagoscuro (Ferrara) e in novembre anche a Valencia. L’aggressione di fine anno aveva portato ad una prognosi di 20 giorni. Il 26 dicembre Cenci venne colpito con qualcosa di contundente al capo, riportando un trauma cranico e una cinquantina di punti di sutura.

Una volta guarito Cenci – che aveva studiato scienza della Comunicazione all’Università di Bologna – era tornato a Valencia. Le denunce fatte da Cenci avevano portato comunque ad un provvedimento nei confronti di Guidarelli: a gennaio i Carabinieri della Stazione di Pontelagoscuro gli avevano notificato un provvedimento di “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa”, su richiesta della Procura di Ferrara. Un provvedimento che non è bastato.

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